Jihadisti della porta accanto

Faceva propaganda per l'Isis: espulso uno dei responsabili della moschea di Como

Tunisino 49enne, minacciava la sicurezza nazionale. La Lega chiede la chiusura del luogo di culto: 4 dei suoi frequentatori, fondamentalisti, sono stati espulsi

Redazione
Faceva propaganda per l'Isis: espulso uno dei responsabili della moschea di Como

Preghiera in moschea. Foto ANSA

Un tunisino di 49 anni, ai vertici di un'associazione culturale islamica di Como, è stato espulso nei giorni scorsi per motivi di sicurezza nazionale. L'uomo, che abitava in un appartamento nelle case popolari del comune di Lurago d'Erba, è considerato un pericoloso integralista, con simpatie per lo Stato Islamico e, in passato, per gruppi terroristici più estremisti. A preoccupare gli inquirenti sarebbero state le frequentazioni da parte dell'uomo di ambienti legati al reclutamento di jihadisti. Arrivato a Como negli anni Novanta, il tunisino aveva aperto e chiuso due società: una macelleria e un minimaket.

Belgacem Ben Mohamed Belhadj, questo il nome dell'uomo, sarebbe rimasto coinvolto in alcune inchieste che lo avrebbero indicato come uno dei possibili reclutatori di volontari per combattere in Afghanistan subito dopo la guerra post 11 settembre e, più recentemente, in Cecenia. Lo stesso Belhadj, stando all'attività di intelligence degli investigatori italiani, sarebbe stato protagonista anche di sermoni particolarmente violenti durante i momenti di preghiera organizzati dal Centro culturale islamico di Via Pino per la cui chiusura si batte da anni la Lega, che ancora una volta ribadisce la propria posizione.

"Per mesi il ministro Alfano - dichiarano sabato i deputati Nicola Molteni e Paolo Grimoldi - non ha prestato ascolto alle nostre continue richieste. Ora confidiamo che il neo ministro Minniti, che si è sempre occupato di intelligence e servizi, dimostri maggiore attenzione per quanto sta accadendo su un territorio diventato l'epicentro di attività e movimenti di jihadisti e foreign fighter". Fa loro eco la segretaria cittadina, Alessandra Locatelli: "La Lega chiede la chiusura della moschea di Via Pino perché pericolosa! Quattro dei suoi frequentatori, islamici radicali, sono stati espulsi per legami con il fondamentalismo".

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