misteri spaziali

UFO, gli astronauti parlano

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Alfredo Lissoni

Alfredo Lissoni

Alfredo Lissoni è insegnante di religione e scrittore, socio del Centro Ufologico Nazionale, si occupa da molti anni di ufologia; milanese, già collaboratore del Nuovo Giornale di Bergamo, ha al suo attivo diverse collaborazioni per le principali riviste del settore: Notiziario UFO, Dossier Alieni, Giornale dei misteri, X-files, UFO dossier X, UFO Notiziario del CUN, Oltre la conoscenza, Oltre l'ignoto. Autore di programmi radiotelevisivi e consulente esterno per trasmissioni Mediaset, spesso in TV, ha realizzato diverse opere multimediali per Peruzzo; autore dell'enciclopedia Misteri e verità, ha altresì gestito un videotel ufologico ed è autore di 24 libri sugli UFO.

UFO, gli astronauti parlano

Di UFO gli astronauti non possono parlare. Segreto militare. Ciò alimenta una fitta dietrologia spesso inverificabile; la NASA, da parte sua, non brilla certo per trasparenza, ed anzi tende a negare o a minimizzare tutti gli avvistamenti. L'episodio più sconcertante riguarda nientemeno che l'allunaggio americano del 20 luglio 1969. Un radioamatore sovietico (australiano, secondo altre fonti), sintonizzato sulle frequenze di trasmissione della NASA, avrebbe intercettato una comunicazione riservata tra gli astronauti scesi sulla Luna e la base americana. Neil Armstrong dichiarava: "Questi oggetti sono spaventosi, enormi. Non ci credereste. Ci sono delle sonde spaziali laggiù. Sono in fila sul fondo del cratere, sul lato opposto al nostro. Sono sulla Luna e ci stanno osservando".


Attorno a quest'episodio, mai confermato dalla NASA e seccamente smentito da Armstrong, è fiorita la solita pubblicistica sensazionalinista, basata su fotografie, spesso riprese in maniera acritica, che mostrerebbero dischi volanti sulla Luna: si va dalla sagoma di un disco atterrato (in realtà è solo una collinetta vista di taglio) alla sequenza filmata, divulgata all'epoca dal giornalista americano Walter Cronkite, in cui si vedono in maniera molto distinta strane luci sull'orizzonte lunare, dovute ai faretti piazzati dagli astronauti ed ai riflessi sull'obiettivo Hasselblad degli astronauti del foglio di alluminio utilizzato per catturare le particelle cosmiche.

Esiste però un filmato, girato da Buzz Aldrin l'11 luglio durante il viaggio verso il satellite, in cui si vedono due globi di luce bianco-bluastra che sembrano inseguire la navetta americana; potrebbe trattarsi di riflessi; sebbene il filmato sia disponibile e di facile reperimento, la NASA ha seccamente smentito l'episodio, dapprima in maniera informale, in seguito ufficialmente, con una nota datata 1975. Al di là di ciò, l'evento accadde realmente. In merito Aldrin, ormai in pensione e svincolato dal segreto militare, ha dichiarato nel 1993 alla stampa italiana: "Un UFO c'era, con noi. Poco dopo aver lasciato il campo gravitazionale della Terra diretti alla Luna, tutti e tre, Neil Armstrong, Mike Collins ed io, vedemmo apparire sull'oblò un oggetto luminoso che ci seguiva a distanza. Ne informammo Houston, la base. Pensammo che fosse l'ultimo stadio del Saturno 5, il missile che ci aveva lanciato, ma i conti non tornavano. Non poteva essere neppure la sonda robot lanciata dai sovietici per batterci almeno simbolicamente nella corsa alla Luna, perché era più avanti di noi. Che cos'era? Non lo so, non lo scoprimmo mai. L'oggetto ci accompagnò per molte ore e poi scomparve".

Confessioni di questo tipo, un tempo veicolate solo in via confidenziale, hanno spinto in passato un altro ex impiegato NASA, lo scienziato Maurice Chatelain, a prendere posizione affinché l'Ente spaziale americano divulgasse tutti i dati relativi all'allunaggio. Chatelain, in particolare, si diceva sicuro che Neil Armstrong avesse visto addirittura alcuni alieni sul bordo di un cratere, e che la NASA avesse messo a tacere la vicenda. A prova di ciò, Chatelain faceva notare che, in una missione prevista per il 1996, l'Ente spaziale aveva intenzione di depositare sul nostro satellite due robot di rilevamento dati, muniti di telescopi, proprio nel punto esatto dell'allunaggio del 1971, anno in cui una nuova spedizione avrebbe trovato tracce inconfutabili del passaggio degli UFO, sottintendendo così un tentativo di comunicazione con gli alieni.


L'episodio al quale faceva riferimento Chatelain coinvolgeva l'astronauta Shepard che, il 31 dicembre 1971, a bordo della navetta Apollo 14, aveva avvistato una serie di luci misteriose che inseguivano la sua astronave. Una volta sceso sulla Luna, Shepard avrebbe trovato al suolo molte strane impronte, come se in seguito fosse passato "qualcun altro". Questo fatto è stato confermato, durante una conversazione privata con l'ex pilota della Lufthansa Werner Utter, dall'astronauta americano Charles Conrad, della missione Apollo 12. Conrad, sceso sulla Luna il 19 novembre 1969, sosteneva che tutti gli equipaggi Apollo, succedutisi sulla Luna tra il luglio del '69 ed il dicembre del '72, avevano trovato sulla polvere lunare un numero di impronte molto maggiore rispetto a quelle lasciate dagli astronauti nel corso degli anni. Conrad ne aveva parlato pubblicamente, la prima volta, durante una conferenza stampa a Budapest, nel 1970, dichiarando che le impronte rinvenute dovevano appartenere per forza ad esseri alieni. Le tracce trovate erano state poi fotografate ed analizzate dai tecnici della NASA, che avevano mantenuto il più stretto riserbo attorno alla vicenda.

In seguito Conrad, una volta entrato a far parte di una società aeronautica fornitrice della CIA, ha negato quanto detto, smentendo anche "di aver mai visto qualcosa, nello spazio, che potesse far pensare all'esistenza di forme di vita aliena".
Insolitamente, dopo il presunto incontro del 1971, l'astronauta Shepard aveva comunicato via radio un messaggio di fratellanza all'umanità, invitando i governi a far sì che le scoperte scientifiche venissero utilizzate solo per la pace; in più si venne a sapere che, il 29 gennaio di quell'anno, il Centro spaziale di Goddard aveva schedato tutti gli oggetti che orbitavano accanto alla Terra, individuandone alcuni di natura ignota. Dei 2048 oggetti al momento in orbita terrestre, 1540 erano statunitensi, 456 sovietici, 43 europei, 3 canadesi, 3 cinesi, 4 australiani, 1 giapponese e 1 NATO. Gli oggetti erano stati identificati come satelliti, razzi vettori o frammenti vari di origine terrestre satellizzati. Ma l'origine e l'eventuale data di lancio di tre di questi oggetti non poté essere determinata. Non si poteva dunque escludere che, in fase di preparazione della missione Apollo 14, la NASA tenesse in conto anche la possibilità di incontri ravvicinati nello spazio. Essendo però queste versioni riferite da terze persone, preferisco al momento considerarle alla stregua di voci. Così come non posso portare evidenze schiaccianti di un episodio che ho avuto modo di investigare personalmente.


Nel 1995 diversi tecnici che da Houston seguivano sul maxischermo le fasi della missione Shuttle vedevano comparire, attorno alla navetta, degli strani globi bianchi che zigzagavano per un po' attorno all'astronave terrestre, per poi allontanarsi rapidissimi in picchiata verso la Terra. Il filmato di quell'incredibile intercettazione nello spazio è stato acquisito e trasmesso in America dalla Fox TV, una volta fuoriuscita la notizia grazie ad indiscrezioni ad opera di alcuni tecnici NASA (che a differenza degli scienziati non sono militari e non hanno il vincolo del silenzio). Ne ho saputo direttamente da un tecnico italo-americano che all'epoca aveva lavorato, da terra, alla missione, e che accettò di incontrarmi per raccontarmi, nel massimo riserbo, quanto aveva visto. La sua testimonianza fu oltremodo tecnica e precisa, e mi convinse della sua buona fede. Ma sfortunatamente non ho prove che quanto raccontato sia effettivamente accaduto in questi termini.

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