anteprima letteraria

In arrivo l'ultima fatica di Anna Mancuso

La leader di Salute Donna si racconta al Populista, tratta del vero senso della vita e ci anticipa che...

Alfredo Lissoni
Anna Mancuso

Anna, di cosa tratta il tuo libro?
Il libro parla di vita, la mia. Una vita come tante: da immigrata bambina, a donna impegnata in politica e nel sociale. Parla di identità, di cultura, di uno stato europeo dai lunghi tentacoli, di un Italia depressa e senza coraggio, di crisi dei valori all'interno dei partiti.
Parla di radici e fede, della trasformazione degli oratori, dove oggi c'è più politica che fede. Parla di speranza e coraggio anche nel dolore, di debolezza che diventa forza. Parla dell'informazione non informata, di giustizia a volta ingiusta. Parla di noi, uomini e donne che dobbiamo ritrovare il vero senso della vita.

È la tua prima fatica?
No, ho scritto altri due libri: un romanzo ambientato a Siracusa, che ricalca in chiave moderna la tragedia greca di Sofocle l'Edipo Re .
I protagonisti del romanzo oltre ai due innamorati, sono Angeli terreni e Angeli celesti.
L'idea di scrivere il romanzo è nata un pomeriggio di giugno di qualche anno fa, sono andata a Siracusa a vedere le famose rappresentazioni annuali al teatro greco e mi sono innamorata della città. È così che ho dato vita al romanzo Una terrazza sull'Africa perché la Sicilia è una grande meravigliosa terrazza da dove si può guardare il mondo, cioè la storia.

L'altro libro invece nasce da un grande dolore ma anche dalla rinascita: il cancro. Mi sono ammalata a 32 anni e ho voluto lasciare traccia di come la malattia possa cambiare la vita e anche noi stessi. In meglio però. Il titolo è Da via Venezian che è poi la via dell'istituto tumori di Milano. Nel titolo c'è il contenuto del libro: ricomincio a vivere da qui. C'è la storia di come ho dato vita alla mia ONLUS, Salute donna, di come i volontari riescono a darsi forza uno con l'altro, del valore di ognuno di noi.

Perchè lo hai definito un "viaggio dentro e fuori l'anima"?
Il nuovo libro infatti parla di un viaggio dentro l'anima, che si incontra e confronta con quanto vivo fuori tutti i giorni: lavoro, famiglia, fede , politica , volontariato, amicizie.
Noi non siamo mai le persone che il mondo vede dall'esterno, e spesso succede che perdiamo la nostra identità interiore, confondendola con quell'immagine che gli altri hanno di noi. Nel mio viaggio (giornaliero) cerco di mettere le cose a posto, elaborando gli impulsi che mi vengono dati dall'esterno, per trovare l'armonia con chi sono veramente.

Tocchi un tema molto sentito dai nostri lettori, l'immigrazione. Che ne pensi?

Sono figlia di immigrati, avevo tre anni quando mio padre dalla Calabria mi ha portata in Lombardia, pertanto ho vissuto direttamente questa realtà. Allora non era come oggi, anche se molti tendono a confondere l'immigrazione interna da quella esterna ma anche quando gli italiani si trasferivano all'estero le regole le rispettavano e gliele facevano rispettare.
Si arrivava in Lombardia solo se avevi un lavoro e una casa. Mio padre è arrivato qui per scavare i tunnel delle metropolitane e non per essere mantenuto dalle istituzioni. Non ho mai visto gruppi di italiani sostare nelle stazioni a drogarsi e ubriacarsi. Partivano gli uomini già con un lavoro pronto ad aspettarli e subito dopo appena sistemati portavano le loro famiglie. Gli immigrati di allora creavamo davvero economia, non come gli extracomunitari di oggi che sono solo un costo sopratutto per la giustizia. Dicono che chi arriva qui fugge dalla guerra, ma non credo sia così. Si vedono in Italia solo Ragazzotti alti e robusti, mai donne, bambini e anziani, mi chiedo: li lasciano morire in guerra ? Le guerre si combattono non si fuggono se vuoi liberarti dai tiranni, come hanno fatto i nostri nonni, tutelando bambini donne e anziani, sono questi i primi che devono essere salvati. Qui sembra invece che chi ha le forze per combattere le ingiustizie scappa, lasciando morire i più deboli. Questo mi fa pensare che non sia la guerra la causa dell'immigrazione ma altri scopi occulti e meno occulti...
Ci sono poteri che stanno cercando di manipolare il mondo occidentale, per annullarne radici e cultura.
Se c'è da aiutare l'Africa facciamolo! Ma non massacrando l'Italia. Noi stiamo pagando gli errori dell'Europa, quell'Europa che sia nella storia che ancora oggi con l'Africa si è arricchita.

Tratti anche di politica e religione...
Certo ! È la politica e in parte anche la religione che governano le nostre vite, non è possibile non parlarne. C'è una crisi d'identità che è ancor più pericolosa di quella economica e questo grazie a un sistema politico servo della globalizzazione.
Ho fatto il senatore per pochi mesi , ma faccio politica da quando sono nata, come? Impegnandomi ogni giorno a dare il meglio di me stessa per migliorare la nostra qualità della vita e lo si può fare anche iniziando dal proprio condominio.

Anche sulla religione ho scritto un capitolo: sono credente convinta ma non più praticante. Le chiese sono diventate domino di una politica che non crede in Dio , almeno nel Dio che porto io nel cuore, quel Dio che non insegna ad uccidere ma che punisce chi lo fa, un Dio Buono e giusto del quale nessuno parla più perché troppo impegnati a parlare dell'Islam anche nelle chiese cattoliche.

A quando la presentazione?

A metà febbraio. Siete tutti invitati.


E per l'occasione sveleremo luogo e titolo...

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