immigrazione inutile

80 africani clandestini bloccano la Verona-Brennero. Treni in tilt

Convoglio fermato dalla disperazione dal capotreno. Urla, spintoni e nessuna intenzione di scendere dai vagoni

Fabio Montoli
80 africani clandestini bloccano la Verona-Brennero. Treni in tilt

Foto ANSA

Volevano fare i portoghesi, ma il capotreno, eroe, ha messo fine al viaggio gratis di ben 80 africani.

Sono saliti sul treno delle 5.25, alla stazione di Porta Nuova di Verona, diretti verso il Brennero. Sarebbero scesi a Trento, o forse a Bolzano. Si sono dovuti fermare, invece, a Domegliara. Nella mattinata di ieri infatti, il treno di passaggio da Verona e diretto a nord ha rallentato, fino a fermarsi per qualche ora, creando ritardi in tutta la circolazione ferroviaria sulla tratta Verona-Bolzano, infastidendo e preoccupando, non poco, i passeggeri a bordo.

La causa del caos si è potuta intuire solo a Domegliara quando il personale di Trenitalia ha deciso di fermare il convoglio per prendere provvedimenti su un’ottantina di immigrati di origine africana, sprovvisti di biglietto, che oltre a rifiutarsi di pagare il biglietto, si ostinavano a non voler scendere dal treno.

Il capotreno
, al controllo di routine, si è trovato davanti ad una massa recalcitrante di clandestini non paganti. Stanco della situazione, ormai quotidiana, non gli è rimasto che chiamare le forze dell'ordine e fermare il treno alla prima stazione utile.

Inutile sottolineare i disagi e i conseguenti momenti di tensione creatisi con l’arrivo di qualche agente della Polfer, intervenuti a sedare gli animi, ma soprattutto, a evitare che gli africani sprovvisti di biglietto non salissero sugli altri treni in arrivo.

Alta tensione, urla e spintoni, con paura dei viaggiatori paganti e dei pendolari, che raccontano come, alcuni immigrati, si sono rifiutati di scendere dai vagoni, mentre altri, scesi, hanno iniziato ad agitarsi, dimenando braccia, urlando in lingue incomprensibili e dando vistosamente spettacolo.

"Scene da terzo mondo, abbiamo avuto proprio paura", è il commento di un passeggero al giornale "L'Arena". Trenitalia da canto suo ribatte che i controlli ci sono, e sono frequenti, ma qualcuno riesce sempre e comunque a farla franca. 

Ci crediamo. Questa volta il merito va al capotreno eroe. La situazione, però, rimane grave e drammatica. Le politiche di continua accoglienza rischiano di trasformare anche le stazioni ferroviarie in campi profughi e i viaggiatori paganti, i turisti, i pendolari, avranno il terrore a prendere un treno.

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