lettera di protesta a Ministro e Prefetto

Sbarchi a raffica, sindaco beneventano prende carta e penna

Il Primo Cittadino di Limatola: "Una comunità locale non deve pagare per gli errori dei governi che non hanno saputo gestire il problema"

Alfredo Lissoni
Sbarchi a raffica, sindaco beneventano prende carta e penna

Alla fine non ce l'ha fatta più Mario Marotta, sindaco di Limatola, nel Beneventano, nel vedersi arrivare continuamente i clandestini. E, tre settimane fa, ha preso carta e penna ed ha scritto al Ministro degli Interni oltre che al Prefetto di Benevento. "Illustre Prefetto", ha scritto Marotta, "avverto la necessità di manifestare in via preventiva la ferma opposizione, l'assoluta contrarietà, avverso qualsiasi azione volta a dirottare presso il mio comune altri immigrati, considerato che è stato già ampiamente superato il rapporto di 2,5 migranti ogni mille abitanti, previsto dall'accordo fra Ministero dell'Intero ed Anci, per la distribuzione dei migranti, avendo sul territorio comunale circa 100 immigrati su una popolazione di 4.000 abitanti".


Inferocito per quella che giustamente ha considerato una scelta calata dall'altro, "un'imposizione senza regole e senza alcun coordinamento da parte delle Istituzioni, talvolta senza nemmeno avvertire il primo cittadino o, comunque, senza condividerne la disponibilità o concordarne le modalità", ha ribadito che "non può esserci un obbligo all'accoglienza perché una comunità locale non deve pagare per gli errori dei governi che non hanno saputo gestire il problema con una saggia politica estera e internazionale. Inoltre nel nostro territorio comunale non vi sono strutture idonee ad accogliere in modo dignitoso i migranti".

"Queste forme di accoglienza", ha denunciato ancora il sindaco, "non esprimono solidarietà verso gli stranieri ma solo speculazione economica sui bisogni dei disperati. Le risorse a disposizione dei Comuni sono sempre meno" mentre "stanno andando in crisi intere famiglie di imprenditori, di commercianti e di artigiani locali, soffriamo fenomeni di disoccupazione mai visti prima dalle nostre parti, abbiamo anziani e disabili che faticano a far fronte alle spese sanitarie, gente che non riesce a pagare le bollette, giovani disperati senza alcun futuro". "Lo Stato", ha concluso, "ci impone ancora una volta di farci carico di un problema gigantesco, insostenibile a livello sociale".

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