Basta con l'invasione programmata

In Ungheria campagna referendaria contro l'imposizione Ue di immigrati

I cittadini magiari voteranno il 2 ottobre per decidere se consentire o meno all'Unione Europea di distribuire clandestini sul territorio del loro paese

Redazione
In Ungheria al via la campagna per il referendum contro l'imposizione di immigrati da parte dell'Europa

Il "muro" nel sud dell'Ungheria, al confine con la Serbia. Foto ANSA

In Ungheria è partita la nuova fase della campagna contro l'imposizione di immigrati da parte dell'Unione Europea, in vista del referendum popolare del 2 ottobre: da mercoledì 20 luglio, in tutto il paese campeggiano poster governativi con messaggi molto chiari, nei quali viene spiegato che la presenza dei clandestini costituisce una grave minaccia: "Più di 300 morti in attacchi terroristici dall'inizio dell'emergenza immigrazione!", "L'attentato di Parigi è stato commesso da immigrati!", "In aumento il numero di molestie contro le donne dall'inizio dell'invasione di clandestini!" sono alcune delle scritte.

Il governo di centrodestra guidato da Viktor Orbán dice ai cittadini, con poche e chiare parole, ciò che molti premier europei nascondono colpevolmente; nel frattempo la politica di difesa dei confini e di tutela della popolazione magiara dà i suoi frutti: dopo la costruzione del "muro", in Ungheria i clandestini sono quasi scomparsi. Le autorità accolgono al massimo 30 richieste al giorno al confine con la Serbia, e coloro ai quali viene accolta la richiesta sono accompagnati nel loro tragitto verso il confine austriaco, in modo tale da limitarne il più possibile la presenza sul territorio ungherese.

Il 2 ottobre, gli elettori saranno chiamati a rispondere al seguente quesito: "Volete o no che l'Ue possa obbligarci ad accogliere in Ungheria, senza l'autorizzazione del Parlamento ungherese, il ricollocamento forzato di cittadini non ungheresi?". In base a quanto stabilito dall'Europa, l'Ungheria dovrebbe accogliere circa 1.300 immigrati da ricollocare, ma il governo non è d'accordo con il sistema delle quote e con il referendum chiede alla popolazione di supportare la scelta di rifiutare questa imposizione. L'Ungheria sarà il primo paese nel quale si voterà sulla politica europea di immigrazione, e i sondaggi prevedono che gli elettori supporteranno con un plebiscito la scelta del governo.

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