Richiesta di controlli e vigilanza dei centri culturali islamici nella murgia barese

Domenico Caterina
Richiesta di controlli e vigilanza dei centri culturali islamici nella murgia barese
L'atroce, inumano attentato di Nizza ha brutalmente rivelato delle verità che solo i governi di tutta Europa – il nostro in prima fila – si ostinano ancora a negare. Primo: per scatenare una strage basta l'odio di un singolo individuo, anche il più apparentemente “integrato”. Secondo: la rete del terrore è mobile, liquida, onnipresente. Sembra estremamente probabile che uno dei complici dell'attentatore di Nizza, per giunta quello che gli ha fornito le armi, sia vissuto a Gravina, meno di 50 km da Corato. Terzo: è ormai accertato che il porto di Bari funge da punto d'ingresso per terroristi e fondamentalisti islamici, sia che vengano coi documenti in regola sia che entrino da clandestini. Quarto: è proprio sicuro che questa ormai lunghissima catena di attentati, di stragi, di cospirazioni ai nostri danni, non abbia niente a che vedere con l'islam e col suo progetto di sottomettere il mondo intero? Fino a quando preferiremo girarci dall'altra parte e fare finta che il problema non esista? Fino a quando ci illuderemo che gli attentatori siano solo dei cani sciolti, delle schegge impazzite, dei singoli casi isolati? Tre stragi nel giro di due settimane (Dacca, Nizza, l'assalto al treno di Wurzburg in Germania) si possono ancora definire “singoli casi isolati”? Ci vien detto di non aver paura perché gli attentatori non avevano legami con l'ISIS. Ma questa se mai è un'aggravante, perché chiunque può essere indottrinato a distanza e colpire in qualsiasi momento e luogo. Senza voler criminalizzare nessuno, ci chiediamo quale sia in questo momento il ruolo dei molti centri islamici che stanno diffondendosi in Italia, in particolare quello aperto di recente qui a Corato. Chiediamoci da dove arrivano i finanziamenti, chi sia il responsabile, se le autorità siano a conoscenza di questa presenza sul territorio e se esercitino adeguati controlli. La silenziosa influenza di questi centri è già percettibile, ad esempio, nel controllo sempre più stretto sull'abbigliamento femminile. Ci aspetta una ulteriore compressione delle nostre libertà?

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