Fallimenti renziani

A picco il Pil: Confindustria corregge al ribasso le stime sul secondo trimestre

Il Prodotto interno lordo cresce meno del previsto: economia debole, domanda interna fiacca. Nel PD, Bersani attacca Renzi sull'errata lettura della crisi

Redazione
A picco il Pil: Confindustria corregge al ribasso le stime sul secondo trimestre

Il logo di Confindustria, Renzi e Bersani. Composizione da foto ANSA

Nel secondo trimestre del 2016 il Prodotto interno lordo italiano è cresciuto dello 0,15% a fronte di una stima che lo dava allo 0,25% e sarà "non molto più vivace anche nel terzo". L'allarme è stato lanciato giovedì 21 luglio dal Centro Studi di Confindustria, nell'ultima congiuntura flash. Le difficoltà del sistema bancario e le decisioni sbagliate del governo, come evidenziato da molti analisti, accrescono i rischi al ribasso per l'andamento dell'economia italiana.

La risalita della produzione industriale, "già molto disomogenea tra settori e quindi poco solida, ha subito una nuova battuta d'arresto nel secondo trimestre e, di conseguenza, costringe a rivedere all'ingiù le stime di variazione del Pil", scrive il Csc. La produzione, si legge nel documento del centro studi, cala nel secondo trimestre (-0,1% da +0,5% nel primo) e le attese non anticipano un'accelerazione. L'attività nelle costruzioni è molto debole e l'aumento della domanda interna si sta infiacchendo a causa dei consumi: le prospettive "sono incerte. L'andamento debole dei prezzi (-0,4% annuo a giugno; +0,4% l'indice core) sostiene il reddito reale delle famiglie, ma il saldo dei giudizi sugli ordini interni dei produttori di beni di consumo è sceso a -16,3 nel secondo trimestre (da -14,0 nel primo). Il terzo calo consecutivo della fiducia dei consumatori preannuncia maggiore prudenza nella spesa: in giugno -2,3 punti a 110,2 (-3,6 punti nel secondo sul primo)".

Malumori per questi dati disastrosi all'interno dello stesso Pd, con Pier Luigi Bersani che ha attaccato frontalmente Matteo Renzi parlando sempre giovedì 21 luglio a un seminario di Sinistra riformista al Nazareno: "La lettura della crisi è stata sbagliata, l'idea che dopo aver perso 10 punti di Pil e il 25% della produzione industriale dando un po' di soldi in giro riparte la fiducia, i consumi e ciao... Ma come cavolo si fa a pensare una cosa così? Ci vuole investimenti, produttività, bisogna affrontare il tema delle banche. Invece di chiedere sconti sul deficit bisogna avere margini sugli aiuti di stato".

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