Delaume-Myard, contro il matrimonio gay

INTERVISTA / Non tutti gli omosessuali sono gay

Jean-Pier Delaume-Myard si scaglia da sempre contro il matrimonio per tutti

Andrea Lorusso
INTERVISTA ESCLUSIVA / Non tutti gli omosessuali sono gay

Foto Profilo Facebook

Sono omosessuale, non gay. Questa distinzione non è affatto una sottigliezza linguistica da parte mia. Essa riveste una realtà che è la causa di ciò che è accaduto ieri negli Stati Uniti, ciò che accade oggi in Italia e in Francia, e ciò che accadrà domani in Europa, contro la famiglia e contro i bambini. La lobby gay è determinata a distruggere, e non importa con quali mezzi, le istituzioni del matrimonio e della famiglia.

Parola di Jean-Pier Delaume-Myard, scrittore, saggista, giornalista, ma soprattutto omosessuale, di origini francesi. Un omosessuale non gay, come ama definirsi, che combatte le lobby e che si inalbera quando sente parlare di matrimonio per tutti o adozioni gay. Una voce fuori dal coro a reti unificate, una voce che, nonostante la sua sessualità, viene tacciata anch’essa d’omofobia, innescando un pericoloso cortocircuito sul significato della parola stessa.

Il suo primo compagno è stato un intimo amico del Presidente Hollande, ed è il portavoce nazionale de “Le Manif Pour Tous”, associazione che stimola il dibattitto sulle Unioni Civili, l’adozione erga omnes, l’ideologia gender, ecc. Ha prodotto oltre 40 documentari per le televisioni francesi sul tema, e scrive, tra le altre cose, racconti per bambini. Nel 1998 ha perfino vinto un concorso di sceneggiatura contro l’omofobia.

Tra le tante accuse mosse dallo scrittore verso la comunità gay, c’è il settarismo. “Io scrivo col cervello, non col pisello.” E la mania di volere attorno a sé nella società, esclusivamente personalità gay. “Come se il macellaio sotto casa, il negoziante, il ristoratore, debbano essere tutti necessariamente gay. Io non mi preoccupo della sessualità del mio salumiere.”

Jean-Pier, con il tuo libro “Non nel mio nome”, hai destato profondo scandalo nella comunità LGBT del tuo Paese, ma un po’ in tutta Europa. Che cosa significa essere “un omosessuale non gay”?
Tutte le persone gay sono omosessuali, ma non tutti gli omosessuali sono gay. Come tutte le femministe sono donne, ma non tutte le donne sono femministe. La lobby gay vuole farvi credere che la parola "gay" sia sinonimo della parola "omosessuale". Questo non è vero. Dietro la parola "gay" si nasconde un'ideologia. Questa ideologia è quella di distruggere l'attenzione su due valori essenziali: Il matrimonio e la famiglia.
La Gay lobby non è in alcun modo rappresentativa di tutti gli omosessuali. Nel rivendicare i diritti che gli omosessuali non chiedono come il matrimonio e/o l’adozione, la LGBTI ci blocca in una particolare categoria di persone, anche all'interno dell’umanità, che crea disuguaglianza. Come uomo gay, faccio di tutto per non essere complice della distruzione della famiglia e del matrimonio (l'unico vero, di un uomo con una donna) da cui il titolo del mio libro: "Non il mio nome."
Alcuni pensano che nel dire questo sono omofobo, il culmine: Un omofobico gay. Certo che no. È omofobico suggerire che se non siamo d'accordo con la lobby gay siamo manipolati, incapaci di pensare per noi stessi. Gli omosessuali sono cittadini a pieno titolo. Come tali, essi dovrebbero accedere come tutti a tutti gli stessi diritti sociali: Alloggio, pensione, eredità, reversibilità. Ma nessun diritto di adottare o prendere in considerazione le donne come merce nel contesto della maternità surrogata.

Quanto incide il lobbysmo sugli orientamenti governativi su questa materia? Da poco in Italia abbiamo approvato le Unioni Civili, e si sta discutendo della adozione sociale. Avere un figlio può essere considerato un diritto?
Ho denunciato in Italia attraverso numerosi articoli quella che è purtroppo diventata la legge sull'Unione civile, senza filiazione. Dico "purtroppo" perché la mia convinzione personale è che l'Unione Civile trasmetterà le stesse conseguenze come il matrimonio in Francia, vale a dire la richiesta della lobby gay di voler adottare un bambino. Non dobbiamo confondere il bambino e i diritti dei bambini. Le stesse coppie dello stesso sesso non possono adottare, almeno non facilmente, anche in paesi che lo consentono come la Francia.
La maggior parte delle convenzioni vieta l'adozione per gli omosessuali, così rimane la maternità surrogata per gli uomini e riproduttiva medica per le donne. La maternità surrogata è estremamente violenta perché sta privando un bambino del suo diritto inalienabile a delle origini, il diritto di conoscere suo padre e sua madre. Siamo tutti nati da un padre e una madre. Chi ha il diritto di privare un bambino di ciò? I bambini nati con GPA (Gestazione per altri, ndr) mettono terribilmente in discussione le ragioni del loro abbandono. E i fratelli e le sorelle di questi bambini spesso soffrono di un senso di insicurezza e della sindrome del superstite.

Non hai mai desiderato sposarti? Oppure creare una famiglia, pur essendo omosessuale?
Il desiderio di avere figli, e io lo so, è una realtà sincera e dolorosa. A 25 anni ho chiesto di avere un figlio. Certo è che una coppia dello stesso sesso può portare ad un bambino tanta felicità come una coppia eterosessuale. Ma dopo, quali sono i parametri di riferimento per questo bambino, la sua discendenza? Non è solo il diritto ad avere una madre ed un padre, sono anche i nonni, che svolgono un ruolo significativo nella formazione, ce ne dimentichiamo troppo spesso.
Come omosessuali non dobbiamo chiedere alla società di inventare qualcosa per trasformare questa realtà. Tuttavia, non ho fatto voto di castità. Vivo ogni giorno con il mio partner nella fedeltà e nel rispetto. Resta il fatto che la vera parità è nella coppia genitoriale. Questo è unico ed è incontestabile. Fingere di cancellarlo è negare la realtà. Abbiamo tutti bisogno della parità di genere per la vita.

Subisci pressioni, boicottaggi, resistenze, per la tua opera di divulgazione non conformista?
La LGBTI sia in Francia che in Europa è costituita principalmente da ideologi militanti e attivisti con metodi violenti. Sulla mia pagina di Facebook, per esempio, sono spesso oggetto di minacce tipo: "Jean-Pier-Delaume Myard ti sparo come in guerra civile, per tradimento, finirai una fossa scura di Vincennes, durante la foschia invernale.”
Questa violenza LGBT è perniciosa. Nel mese di ottobre 2013, ho rilasciato la versione francese del libro: GAY, contro il matrimonio per tutti. È stata totalmente censurata nelle librerie sotto la pressione della lobby gay. La lobby gay non sopporta che non la pensiamo tutti come loro. Io ad alta voce ripeto, si tratta di un atteggiamento completamente omofobo e totalitario. Questo per garantire che un omosessuale non possa pensare od agire da solo!

Il fondamentalismo islamico definisce “cani infedeli” gli omosessuali. Esiste una guerra di civiltà tra omofobi e gay-friendly che sopprime una visione laica, della sessualità?
Posso rispondere specificatamente: "Una visione laica della sessualità." Tuttavia, si rileva un "odio" crescente da parte della comunità LGBTI contro i musulmani, al punto d'osservare la nascita di un "homonazionalismo". Questo "homonazionalismo“ è giustificato tra gli omosessuali a causa della minaccia specifica che presenta l'Islam, compresa la pratica della loro sessualità.
Uno dei primi simboli del nazionalismo gay in Europa, è stato l'ascesa di Pim Fortuyn, nazionalista olandese apertamente gay. Pim Fortuyn fu assassinato nel 2002, ma le sue idee sono sopravvissute. Queste idee sono state riprese da Geert Wilders, il fondatore in Olanda del partito islamofobico per la libertà. In Francia, uno studio dell’Ifop nel 2012 mostra che il 10% degli intervistati che si dichiara omosessuale è vicino al Front National. E questo sostegno non è diminuito, dal momento che in regione, oltre il 32% delle coppie omosessuali sposate hanno votato per questo partito.

Perché la televisione impone il modello gender? Da un po’ di anni a questa parte pare che l’eterosessualità non sia più di moda
La questione dell’ideologia di genere è intimamente legata alla questione della procreazione medicalmente assistita, ed il suo corollario, la maternità surrogata. Per far credere che un uomo con un uomo o una donna con una donna potrebbe avere un figlio, si impone l'ideologia di genere.
Più che una parola, il concetto di genere è lo strumento di una rivoluzione antropologica e culturale delle nostre società postmoderne in cerca di identità e di uguaglianza. Le società in cui la ragione e la libertà non si basano sulla realtà di persone e cose, ma su desideri e fantasie. Società in cui l'individuo rappresentato da una piccola lobby di minoranza, ma terribilmente efficace, richiede al potere democratico della televisione ed al mondo dei media in generale, il riconoscimento delle sue affermazioni. Dicono ci siano nuovi diritti imponendo nuovi standard.
Infine, il concetto di genere nella sua forma sovversiva, è indicativo di una società che non sa più chi è e che rifiuta il reale come per limitare i suoi desideri. La lobby gay continua ad esercitare molteplici pressioni sulle istituzioni, qualsiasi esse siano, in modo che a poco a poco, e ad ogni costo, la società si presenti come l’idillio dei suoi sogni.

C’è sempre tanta confusione sul tema. Ma la sessualità è innata, o si costruisce nella società?
Non voglio entrare in questo dibattito tra l'orientamento sessuale "innato" o "acquisito". Indipendentemente da ciò, direi, penso che sia innato (il mio primo amore lo incontrai quando avevo 5 anni). Sto solo dicendo alla fine di questa intervista (che ti ringrazio per avermi organizzato), non è illogico essere gay e difendere la famiglia.

*Ringrazio E.B. per l'aiuto nel tradurre i testi

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