Salvini boccia Parisi

"Convention con Casini, Alfano, Passera? Se la faccia lui"

Il leader della Lega: "Modello Milano per l'Italia? No, è perdente. Meglio quello Veneto". E invoca chiarezza: "Su Turchia e Euro come la pensate?"

Redazione
"Convention con Casini, Alfano, Passera? Se la faccia lui"

Stefano Parisi esalta il cosiddetto "modello Milano" per il governo nazionale, Matteo Salvini lo boccia senza appello. In un'intervista comparsa stamane sulla Repubblica, il leader leghista derubrica le dichiarazioni dell'ex candidato sindaco di Milano a "guerra di posizione in Forza Italia": "Se quindi (Parisi) pensa di lanciare a settembre una convention con Casini, Alfano e Passera, no grazie. Così non ci interessa, se la organizzi lui". E precisa che "se il suo è il modello Milano, che è poi un modello perdente visto il risultato, è evidente che non ci stiamo", un modello "che ha lasciato metà dell'elettorato a casa...".

Uno dei temi che più stanno a cuore a Salvini è la collocazione europea. Se l'idea di Parisi o di altri in Forza Italia è quella di stare con "la moderata Merkel", l'opposizione è nettissima: "noi puntiamo su idee forti e decise", sottolinea il "Capitano" della Lega. E un dissenso ancora più marcato (e quasi incredulo) riguarda la posizione del manager sul referendum di ottobre: "Renzi perderà il referendum. E trovo bizzarro che Parisi dica che non deve dimettersi. L'ha detto lui, lo faccia. Poi per me la via maestra è restituire ai cittadini un Parlamento legittimato. Vogliono cambiare la legge elettorale? Facciamo pure, io non mi sottraggo mai alle sfide. Ma tocca alla Consulta esprimersi".

Non manca un cenno di Salvini sull'estensione territoriale del progetto della Lega: "Al Sud si poteva fare meglio ma è un inizio. E per la prima volta nella storia siamo presenti anche lì, con nostri amministratori", avvertendo che, anche se c'è sempre qualcuno che pensa al passato, noi "andiamo avanti".

Concetti ribaditi in un'altra intervista alla Stampa. Un programma "liberale e popolare" vuol dire "tutto e niente. Vorrei chiarezza sui problemi veri, contingenti" risponde il leader leghista a Parisi, facendo anche due esempi: "Primo: la Turchia. Siamo pro o contro il suo ingresso in Europa? Io dico di no, ma Parisi che dice? Secondo: l'Euro. Io sono contro, Parisi come la pensa?". E precisa che il cosiddetto "modello milano" al massimo può andare bene "per amministrare una città o una regione. A livello nazionale assolutamente no. Io con Passera o con Alfano non governerei mai. E poi Parisi è tanto gentile ed educato ma alla fine le elezioni le ha perse. I modelli che funzionano sono quelli che ti fanno vincere. Per esempio, in Veneto".

E dal leader leghista arriva un invito a non essere "timidi", in un momento drammatico in cui "la gabbia di Bruxelles sta soffocando l'Italia e massacrando la nostra economia" alla stregua di una "sovrastruttura sovietica": "Io al centrodestra del futuro chiedo soprattutto una cosa: la chiarezza. Meno Stato e più impresa, incisività sull'immigrazione e sulla sicurezza".
Conclude Salvini: "La Lega il suo programma l'ha presentato e lo ripresenterà a Ponte di Legno a Ferragosto e a Pontida in settembre" senza la necessità di "convocare convention, faremo delle proposte chiare e alternative a Renzi. E anche alla Merkel".

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