La cena segreta

In Sicilia PD, NCD e UDC puntano ad un' intesa con Forza Italia

Dentro all'ammucchiata vorrebbero anche Tosi e Scelta Civica. Obiettivo: "arginare le tesi populiste di Lega e M5S". Attaguile(NcS): "mi ricordano tanto l'armata Brancaleone"

Fabio Cantarella
In Sicilia PD, NCD e UDC puntano ad un' intesa con Forza Italia

In Sicilia un’alleanza trasversale per arginare la Lega e il M5S. Un’intesa tra Partito democratico e Forza Italia, che metta dentro anche NCD, UDC, Tosi, Scelta civica e gli ex cuffariani. Non è fantapolitica ma un progetto a cui PD, NCD e UDC starebbero lavorando nel tentativo di non mollare le poltrone.

Lo svela Emanuele Lauria su repubblica.it, che a margine di un incontro romano segreto tenutosi a cena l’altro ieri, ha raccolto una dichiarazione dell’europarlamentare siciliano di NCD Giovanni La Via, che secondo diverse fonti aspirerebbe a prendere il posto di Rosario Crocetta: “l'alleanza dei riformisti contro i populisti, –avrebbe affermato l’on. La Via parlando della cena- un’alleanza che si opponga alle facili tesi populiste di M5S e Lega”.

E’ stata ribattezzata “la cena delle grandi intese” quella dell’altro ieri e vi avrebbero preso parte Gianpiero D'Alia che è presidente nazionale dell’UDC, Francesco Cascio che coordina NCD in Sicilia, il sottosegretario alfaniano all’Agricoltura Giuseppe Castiglione, il deputato nazionale Dore Misuraca che di NCD è il responsabile nazionale per gli enti locali. Per il Partito democratico a tavola c’erano Fausto Raciti, deputato nazionale e segretario in Sicilia del partito di Renzi, accompagnato dal sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone.

Dunque, il Partito democratico assieme alla Forza Italia di Gianfranco Micciché, a cui si aggregherebbero NCD e UDC (Area Popolare) e gli ex cuffariani. L’obiettivo però non sarebbe dei più nobili: il tornaconto personale di ostacolare l’ascesa di Lega e M5S così da poter mantenere ancora per un po’ le poltrone incollate al fondoschiena. Missione che a questo punto, secondo i protagonisti del vertice romano, verrebbe prima del tentativo di mettere in piedi un progetto credibile per il rilancio della bellissima quanto dannata Sicilia. E hanno pure il coraggio di definirla “coalizione dei responsabili”.

A confermare l’insana trovata, quest’oggi è lo stesso coordinatore siciliano di NCD nonché deputato regionale Francesco Cascio nel corso di una intervista rilasciata alla testata livesicilia.it “Lavoriamo per creare un polo di centro, a sostegno del Partito democratico. Forza Italia cambi, e venga con noi. E’ noto il nostro scarso feeling con Fratelli d’Italia e la Lega –ha aggiunto Cascio- e il centrodestra al momento è composto da movimenti di questo tipo, populisti e lepenisti. Nel progetto al quale stiamo lavorando –rivela ancora il coordinatore di NCD in Sicilia- potrebbe prendere parte anche Scelta civica e il movimento di Tosi. Sarà una soggetto nuovo. Nel quale spero possa confluire anche Forza Italia”. Francesco Cascio si lascia scappare anche qualche considerazione sulla nuova legge elettorale: “Abbiamo chiesto delle modifiche all'Italicum. E credo che si faranno. Ovviamente, dopo il referendum potrebbe cambiare tutto. Ma per il momento abbiamo deciso: puntiamo al centro, e siamo al fianco del Pd. Forza Italia, se è disposta a cambiare qualcosa, può venire con noi”.

Sulla questione si registra la dura presa di posizione del segretario nazionale e coordinatore in Sicilia di ‘Noi con Salvini’, on. Angelo Attaguile: ”Mi ricordano l’armata Brancaleone –tuona Attaguile- sembrano come impazziti all’idea di perdere le poltrone. La nostra credibilità e la nostra coerenza derivano dalla circostanza che noi siamo espressione di un progetto politico a respiro europeo e nazionale. Potremmo far parte di una coalizione di centrodestra –conclude l’on. Angelo Attaguile- solo partendo da un programma amministrativo serio. Nulla a che spartire con l’armata Brancaleone siciliana e neppure con l’ambiguo modello Parisi. A settembre, a Pontida daremo prova di cosa sia un serio progetto nazionale in linea con quelli dei nostri alleati degli altri paesi europei”.

La Sicilia è sempre stata un laboratorio politico, una terra spesso usata per rompere gli equilibri e mettere assieme l’inconciliabile. E le regionali siciliane, salvo colpi di scena, precederanno le nazionali di qualche mese. Staremo a vedere se questa volta sarà la voglia di riscatto dei siciliani a prevalere sul poltronismo.

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