Ballottaggio per le presidenziali

Austria al voto: l'Europa svolta a destra?

La troika di Bruxelles trema per il probabile successo dei nazionalisti euroscettici dell'FPÖ, alleati della Lega al parlamento europeo

Alessio Colzani
Austria al voto: l'Europa svolta a destra?

Il candidato presidente Norbert Hofer con il leader dell'FPÖ Heinz-Christian Strache. Foto ANSA

Quasi sei milioni e mezzo di elettori austriaci sono chiamati oggi alle urne per scegliere, al ballottaggio, il prossimo presidente della Repubblica tra l'euroscettico 45enne dell'FPÖ Norbert Hofer, che chiede misure drastiche per fermare l'immigrazione clandestina ed è dato come favorito, e il 72enne professore di economia Alexander van der Bellen, sostenuto dai verdi, che rivendica spesso di essere "figlio di rifugiati". Per la prima volta dalla fine della guerra nessun candidato dei due partiti che hanno dominato la scena politica degli ultimi 50 anni, popolari e socialdemocratici, è riuscito ad accedere al secondo turno. Al primo turno del 24 aprile, dopo settimane di sondaggi che davano i due candidati testa a testa attorno al 24%, un milione e mezzo di austriaci ha invece puntato su Hofer che ha raccolto il 35% delle preferenze, mentre Van der Bellen si è fermato al 21%. Le prime indicazioni sul voto sono attese in serata, ma i dati definitivi saranno noti solo domani quando saranno stati conteggiati anche i voti inviati per posta (circa il 14% del totale). Anche se i sondaggi non erano consentiti alla vigilia del voto di ballottaggio, le agenzie per le scommesse davano Hofer in vantaggio. Il candidato dell'FPÖ ha incentrato la sua campagna elettorale sulla lotta all'immigrazione, tema particolarmente sentito dalla popolazione e di grande attualità, tant'è che proprio ieri Vienna ha annunciato che da martedì prossimo intende schierare 80 poliziotti al confine del Brennero.

L'ipotesi di un successo dell'FPÖ di Heinz-Christian Strache, alleata al parlamento europeo con la Lega di Salvini e il Front National della Le Pen, ha già provocato un terremoto interno dopo il primo turno con le dimissioni del cancelliere socialdemocratico Hans Werner Faymann e fa tremare la troika europea. Jean-Claude Juncker lo ha detto chiaramente in un'intervista a Le Monde: "Non mi piacciono. Con i populisti di destra non è possibile né un dibattito né un dialogo". E la Sueddeutsche Zeitung è arrivata a paragonare in un editoriale l'importanza del voto di oggi a quello referendario britannico sulla Brexit titolando "Quando si fa scuro". Hofer, che ama presentarsi come vicino alla gente, ha ribadito nel comizio di chiusura della campagna elettorale i punti del suo programma. "Un'Europa delle patrie", come la immaginava 50 anni fa Charles de Gaulle, "che deleghi a Bruxelles solo quello che gli Stati non possono fare da soli". Hofer ripete che vuole far assomigliare l'Austria sempre più alla Svizzera, moltiplicando i referendum. Ne vuole fare uno sull'accordo transatlantico Ttip, uno sull'ingresso della Turchia nell'Ue e uno per scongiurare eventuali piani di abolizione del contante. Soprattutto, Hofer ha già accennato in campagna elettorale alla possibilità di interpretare in maniera estensiva il ruolo di presidente della Repubblica: in base alla Costituzione austriaca, il capo dello Stato può persino mandare a casa il governo.

Hofer ottiene consensi in quasi tutti gli strati sociali ma il suo principale bacino di voti è tra i lavoratori, coloro che più si sentono abbandonati dalla socialdemocrazia, e nel settore agricolo, molto conservatore per tradizione. E anche tra i giovani, che non hanno conosciuto lo splendore della 'grande coalizione' e che sembrano disposti a concedere un'opportunità ai populisti. Molti elettori protestano contro una coalizione di governo poco riuscita, secondo quanto spiega Hans Rauscher, analista politico sul quotidiano austriaco Der Standard. "Sono elettori arrabbiati e delusi. Oltre alla disoccupazione, all'aumento dei prezzi, all'inflazione, c'è stato anche l'afflusso dei rifugiati che ha pesato su tutto", continua l'analista sul Der Standard. Sono oltre 90mila le richieste d'asilo arrivate lo scorso anno in Austria e al ballottaggio la questione immigrati potrebbe rivelarsi decisiva.

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