Vittoria anche del "Populista"

Thiene, Tiziana riavrà la sua casa occupata dai clandestini

Carabinieri, polizia locale e di stato impegnati ieri a difesa degli abusivi, ma la pressione mediatica ha sortito l'effetto sperato

Alessio Colzani
Thiene, Tiziana riavrà la sua casa occupata dai clandestini

Uno degli occupanti abusivi sbraita contro i manifestanti. Da altovicentinonline.it

È trascorsa meno di una settimana da quando abbiamo denunciato l'occupazione della casa di una donna disabile a Thiene, sfrattata da due immigrati clandestini che si erano offerti di imbiancarle le pareti. Martedì 17 maggio mi sono recato di persona sul posto, cercando di parlare con gli occupanti, ottenendo solo minacce da parte dei due delinquenti, che mi hanno urlato "Fuori dai coglioni, questa è proprietà privata, attento che ti cade olio bollente dal cielo, grazie Renzi!" mostrando una scarsa propensione al dialogo e all'integrazione. La pressione mediatica alimentata anche dal nostro articolo, unita all'indignazione dei cittadini che hanno manifestato per chiedere la fine di quella vergognosa situazione, pare aver però prodotto gli effetti sperati.

Ieri un'imponente schieramento delle forze dell'ordine attorno alla casa della povera Tiziana aveva fatto sperare in uno sgombero invece carabinieri, polizia locale e polizia di stato erano stati mobilitati per difendere gli occupanti abusivi per impedire agli esponenti del "Comitato Prima Noi" di avvicinarsi all'appartamento. Un provvedimento della questura in tal senso è stato infatti notificato ad Alex Cioni, del Comitato, che così ha commentato: "È paradossale che ci siano oltre dieci divise qui oggi per difendere due occupanti abusivi che entrano ed escono di galera. Siamo persone tranquille e vorrei ricordare che sabato scorso, in occasione di un corteo di solidarietà, siamo stati noi a chiamare i carabinieri, che ci hanno risposto che non sapevano se avevano pattuglie a disposizione da mandare in Via Marconi, dove l'occupante ci ha aggrediti". In tale occasione, uno dei nordafricani era vistosamente alterato da sostanze stupefacenti e aveva proferito parole di minaccia a chi gli chiedeva soltanto, con tanto di telecamere e giornalisti presenti, che firmasse un regolare contratto con la proprietaria della casa occupata.

"Questa vicenda - spiega Cioni - ha dato fastidio a qualcuno, facendo emergere uno spaccato di vita reale di cui sono vittime alcuni cittadini italiani, costretti a subire in silenzio per via di burocrazia e lungaggini giudiziarie che oltre ad essere logoranti sono anche dispendiose per chi si rivolge alla magistratura per riavere casa propria". Tiziana aveva fatto entrare i due nordafricani per tinteggiare la casa avuta in eredità dalla zia, vedendosela poi occupata per oltre un anno. "Non è possibile che noi che stiamo lottando per la giustizia di una vittima italiana - prosegue il legale - veniamo allontanati dalla casa dove la magistratura ha condannato a stare con l'obbligo di dimora due delinquenti, due spacciatori che vivono qui da oltre dieci anni e fanno gli affari loro senza il minimo rispetto delle regole". L'avvocato si dice comunque soddisfatto per aver messo la sua cliente nelle condizioni di riavere la propria casa, attraverso un iter accelerato dalla pressione mediatica che questo caso di ordinaria ingiustizia sociale ha scatenato. "L'appartamento è ridotto a brandelli – conclude – ma almeno Tiziana lo potrà riavere tra qualche tempo. Quindi, il risultato è stato raggiunto. Se non avessimo scatenato il putiferio mediatico, sarebbe ancora lì ad elemosinare casa propria, invece nel giro di una settimana siamo riusciti a depositare in tribunale l'accordo, che farà recuperare l'appartamento e andare via quegli individui che urlando ci avevano detto che non ne sarebbero mai usciti".

Le minacce ricevute da parte dei due occupanti in un articolo del "Giornale di Erba"
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