Referendum di ottobre

Due piccioni con una fava. Boschi: se vince il no, anche io lascio la politica

Dopo Renzi, anche la "madrina" delle riforme annuncia il ritiro in caso di bocciatura. E scatena la "guerra dei partigiani" nel Pd. La Lega: è meglio se stai zitta

Luca Morisi

"Se il referendum dovesse andare male non continueremmo il nostro progetto politico". Lo dice il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi ospite domenica pomeriggio alla trasmissione di Rai Tre, In mezz'ora. "Il nostro piano B è che verranno altri e noi andremo via" aggiunge la Boschi rispondendo alla domanda di Lucia Annunziata se in caso di sconfitta anche lei fosse disposta a dimettersi.

E il ministro scatena una guerra termonucleare all'interno del Pd con il suo commento alla decisione dell'Associazione nazionale partigiani di schierarsi a favore del NO: "Come direttivo nazionale l'Anpi ha preso una linea - afferma il ministro - ma ci sono molti partigiani, quelli veri, che voteranno "Si'" alla riforma".

Apriti cielo, la minoranza dem scende sul piede di guerra. "Come si permette la ministra Boschi di distinguere tra partigiani veri e partigiani finti? Chi crede di essere?", protesta Pierluigi Bersani che accusa il governo di "gestione politica sconsiderata e avventurista" e mette in guardia dal "rischio di creare una frattura insanabile nel mondo democratico e costituzionale". Le parole di Umberto Lorenzoni, partigiano con il nome di battaglia "Eros", gettano benzina sul fuoco: "I partigiani veri voteranno tutti per il "No". Non consentiremo che una dama bellina storpi la Costituzione conquistata con il sangue di migliaia di partigiani. L'Anpi ha votato e ha deciso all'unanimità di dire "No" alla riforma". Per la Boschi si tratta di "evidenti strumentalizzazioni".

Ma la Boschi è ferma sulle sue posizioni: "La legge elettorale l' abbiamo votata. È questa e funziona perché evita di attuare gli inciuci. Abbiamo proposto riforme che tengono insieme riforma costituzionale e legge elettorale". 

Massimiliano Fedriga, capogruppo della Lega alla Camera, è caustico:  "Ci sono due motivi per votare "No" al referendum costituzionale: il primo è per il merito, perché si tratta di una riforma centralista, il secondo è per mandare a casa Renzi. Ringrazio la ministra Boschi per le dichiarazioni di oggi perché aiutano i comitati del 'no'". 
Durissimo anche il capogruppo della Lega al Senato, Gian Marco Centinaio: "Leggiamo mirabolanti dichiarazioni del ministro Boschi 'se al referendum vince il no anche io me ne vado', le ricordiamo che se Renzi si dimette, il governo cade e di conseguenza vanno tutti a casa, lei compresa. Stiamo freschi, un ministro della Repubblica che non conosce nemmeno come funziona un governo. Oggi si è superata, l'uscita sui partigiani e poi pure questa. È meglio che stia zitta. Gli italiani non sono stupidi, sono stanchi di questi incapaci. A ottobre voteranno no e finalmente andranno a casa".

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