LA RIVOLUZIONE DEL BUONSENSO

francesco Puce
LA RIVOLUZIONE DEL BUONSENSO
La rivoluzione del buonsenso passa da keynes al Sovranismo. Ribadire l’aneddoto Lepenista del supermento dello schema storico destra e sinistra è utile al fine di cogliere il messaggio politico degli elettori italiani. Scegliere una prospettiva differente è il pilastro della moderna politica per divincolarci dalla globalizzazione e dal liberismo che piega la nostra nazione al mercato mondiale e le nostre imprese alle grandi multinazionali straniere. Per questo motivo è salutare riaffidare il ruolo centrale della gestione economica allo Stato e alla sua esclusiva gestione macroeconomica. Cercando di entrare trasversalmente sopra la struttura ormai superata destra e sinistra si può appurare che il sistema finanziario è di tipo verticistico, qui infatti in posizione apicale troviamo le grandi banche che speculano sulle divisioni all’interno degli Stati. La Banca Centrale Europea, le agenzie di rating (private)come Moody’s,Fitch e Dbrs vanno oltre le colorate contrapposizioni interne partitiche e dirigono le loro critiche non solo sull’ operato interno ma persino sull ’andamento del sentire comune inteso come volontà di cambiamento . Ancora.. riescono a prevedere “disgrazie” e a manipolare i mercati attenzionando in maniera infondata la pericolosità di un contratto scelto,voluto,cercato e scritto dai rappresentanti di un popolo che rappresenta la maggioranza del paese. La dicotomia superata destra e sinistra cede il passo a quella del sovranismo o europeismo incondizionato ossia il riaffidarsi ai propri diritti sanciti nel testo costituzionale o all’ europeismo senza pietà dell’ Establishment. I signori di questa classe dirigente hanno condotto lungo questi anni un indottrinamento culturale non indifferente su questi punti in maniera particolare: _immigrazione a ogni costo, che ha portato alla nascita di un nuovo esercito di schiavi oltre alla delinquenza diffusa legata sicuramente allo stato di necessità e a differenze culturali/religiose difficilmente superabili; _etica del sacrificio per il bene dell’Europa, per il bene comune quindi il MES,il Fiscal Compact,cessione della sovranità; _Austerità e Troika , scarsa fiducia verso le istituzioni nostrane accompagnata dall'’idea subconscia che “gli altri Stati” sono più credibili dei nostri in virtù delle loro qualità. È da sottolineare come il popolo,meglio il polo sovranista-patriottico , felice delle proprie tradizioni non rifiuta l’Europa come unione di più popoli con culture comuni ma vuole rovesciare questa Unione Europea che lede gli interessi dell'Italia a vantaggio di altri. Chiudendo questa breve riflessione va aggiunto e condannato il terrorismo mediatico a cui siamo esposti in questo periodo frutto dalle menti asservite al pensiero unico il quale mostra crepe e cedimenti strutturali.

73020 Botrugno LE, Italia

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