Intervista al responsabile economico della Lega

Reddito di cittadinanza M5S, Borghi: "Una pacchia per immigrati e rom"

"La misura penalizza molti poveri e disoccupati: basta avere una casetta di proprietà o la liquidazione incassata al momento del licenziamento per restare fuori". "Ne beneficerebbero al contrario gli stranieri, spesso presuntamente nullatenenti"

Marco Dozio
Reddito di cittadinanza M5S, Borghi: "Una pacchia per immigrati e rom"

Foto da internet

Claudio Borghi, responsabile economico della Lega e consigliere regionale in Toscana, smaschera il bluff dei Cinque Stelle sul reddito di cittadinanza. Il totem grillino ha fondamenta di argilla, deboli, anzi debolissime se si pensa che un’eventuale applicazione della norma taglierebbe fuori intere legioni di poveri, disoccupati e persone in difficoltà. In compenso andrebbe a beneficio degli immigrati residenti in Italia da tre anni, da cui la denominazione, ironica ma fino a un certo punto, di “reddito di clandestinanza”.

Borghi, il reddito di cittadinanza proposto dal M5S è un imbroglio?
Sì, perché per averlo occorre non solo un reddito familiare inferiore a 9000 euro annui, ma anche un parametro ISEE inferiore a 6500 euro. È scritto nero su bianco nella proposta che i consiglieri M5S hanno presentato in consiglio regionale. E a mia precisa domanda hanno confermato che si tratta dello stesso parametro previsto per la proposta di legge a livello nazionale.

Significa che una vasta platea di disoccupati verrebbe esclusa? 
Per non rientrare in questi parametri basta avere una casetta di proprietà o la liquidazione incassata al momento del licenziamento. Fine dei sogni per i pensionati al minimo, per i disoccupati e per chiunque abbia una casa o dei risparmi. Per esempio un single con una casa e 7mila euro di risparmi, magari ottenuti con la liquidazione, verrebbe escluso dal reddito di cittadinanza.

Inoltre molti poveri e disoccupati resterebbero senza le forme di sostegno attualmente previste?
Sì, perché il reddito di cittadinanza assorbe le altre misure di sostegno alla disoccupazione. Paradossalmente, chi adesso riceve qualche sostegno, inclusa la cassa integrazione straordinaria o il sussidio di disoccupazione, potrebbe perderlo se fosse sopra soglia Isee prevista. In pratica se perdi il lavoro e hai una casa, non hai diritto a nulla.

Mentre il reddito di cittadinanza andrebbe a beneficio di immigrati e rom?
Sì, e per loro sarebbe una pacchia. Per questo lo chiamo reddito d’immigrazione o di clandestinanza. La proposta prevede che ne abbiano diritto gli stranieri residenti in Italia da 3 anni. Sappiamo benissimo che in molti casi costoro hanno famiglie numerose, quindi con Isee basso, senza immobili, senza risparmi e presuntamente nullatenenti.

Il bluff dunque è svelato?
In maniera furbesca e disonesta, il M5S fa credere che avrebbe diritto al reddito di cittadinanza o a un’integrazione al reddito chiunque viva con meno di 780 euro al mese, quindi una platea di 9 milioni di persone con reddito zero, compresi gli evasori, i pensionati al minimo o i giovani con contratto a progetto. Il costo reale sarebbe di 56 miliardi: loro insistono dicendo che la copertura sarebbe di 14 miliardi, certificata dall’Istat. Ma i conti non tornavano proprio perché mancava il parametro relativo all’Isee, mai esplicitato dalla proposta di legge nazionale. Ora, appunto, l’inganno è svelato.

In che modo il M5S pensa di trovare i soldi per il reddito di cittadinanza?
Nella proposta regionale mettono nero su bianco come copertura l’aumento delle accise sulla benzina e del bollo sulle auto a benzina superiori a una cilindrata di 1.600. Così le persone povere o senza lavoro non solo non incasseranno il reddito di cittadinanza ma, al contrario, finiranno per pagarlo attraverso la benzina, il bollo e la cancellazione delle altre agevolazioni.

Con questa misura non si rischia di scivolare verso un assistenzialismo diffuso?
Assolutamente sì, bisogna creare lavoro, non elemosina di Stato. Se una persona lavora per 800 euro al mese, e ce ne sono tantissime, non si capisce per quale motivo non dovrebbe incassarne 780 per non fare nulla. Il reddito di cittadinanza è l’anticamera della schiavitù, perché verrebbe tolto alla prime proposte di lavoro, qualunque esse siano. Ma soprattutto sarebbe un formidabile strumento per abbassare ulteriormente i salari, perché le imprese offrirebbero lavori con stipendi ancora più bassi di quelli attuali. La verità è che il M5S inganna gli elettori. Come per il referendum sull’euro, inattuabile anche perché richiederebbe l’ok dei due terzi del parlamento: l'avevano annunciato per la fine del 2015, lo stiamo ancora aspettando.


Qui il video con l'intervento di Claudio Borghi sul reddito di cittadinanza


Reddito di cittadinanza agli immigrati, la proposta M5S


Coperture: aumenti del bollo e delle accise sulla benzina

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