Giochi Mondiali “Special Olympics”: Abu Dhabi 15-21 marzo 2019

Sono finite le Paralimpiadi? Nessuno se n’è accorto…

A partire dal 15 marzo e fino a ieri quasi 7mila atleti, con e senza disabilità intellettive, hanno gareggiato in 24 discipline sportive. Tra loro 115 azzurri che hanno portato a casa 107 medaglie. Copertura mediatica? Zero (o quasi)

Giuseppe Brienza
Sono finite le Paralimpiadi? Nessuno se n’è accorto…

Non è un paradosso, il disabile può essere “sano” e pure molto sportivo! Lo dimostrano fra l’altro le tanto ignorate (o censurate?) Paralimpiadi, che mostrano atleti disabili compiere gesti di grande sport e altissimo agonismo, talvolta surclassando quelli di tanti atleti superpagati e “normodotati”. Certo, non è facile saperne molto dai nostri grandi media che, facili alla predica buonista, si rivelano poi piuttosto distratti o indifferenti ad un servizio informativo reale al mondo della disabilità ma non solo. Tanto più che, proprio ieri, si sono conclusi ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti, gli annuali Giochi Mondiali “Special Olympics, i primi tenuti in Medio Oriente. Nell’imponente Zayed Sports City Stadium, più di 40.000 presenti e milioni di telespettatori in tutto il mondo hanno celebrato questa nuova edizione dell’evento sportivo che ha coinvolto quasi 7mila atleti disabili provenienti da 170 nazioni.

Alla cerimonia di apertura, che si è tenuta il 15 marzo, hanno sfilato accanto agli atleti celebrità internazionali e sportive come Didier Drogba, Michelle Kwan, Dikembe Mutombo, Vladimir Grbic e Apolo Ohno, nonché cantanti e musicisti di fama mondiale come Avril Lavigne, Paul Oakenfold e Hussain Al Jassmi.

Le “Olimpiadi speciali” hanno da poco raggiunto il traguardo dei loro primi 50 anni, essendo state istituite nel 1968 a Chicago, grazie all’intuizione di fondatrice Eunice Kennedy Shriver (1921-2009), la sorella di John Fitzgerald Kennedy.

Tra gli atleti impegnati in 24 discipline sportive, 115 sono stati gli Azzurri che, in quest’ultima edizione, hanno levato davvero alti i colori dell’Italia nell’atletica, nel badminton (una specie di tennis), bocce, bowling, calcio a 5 e a 7, equitazione, ginnastica artistica e ritmica, golf, equitazione, pallacanestro, pallavolo, nuoto, tennis e tennis da tavolo. 107 le medaglie guadagnate dal nostro Paese, da quella d’argento per la pallacanestro di Gabriele Savà a quella di bronzo negli 800 metri di Devis D’Arpino (in tutto 21 ori, 41 argenti e 45 bronzi). Oggi la delegazione ha fatto rientro a casa, con la festosa accoglienza alle 13 riservata dai tifosi ai nostri “campioni speciali” in arrivo all’aeroporto di Fiumicino.

Questa medaglia rappresenta per me tutti gli sport che ho fatto – ha dichiarato Gabriele Savà -. È una medaglia condivisa, i miei compagni di squadra mi hanno permesso di vincerla, insieme a loro. È una vittoria eccome, ho conosciuto tante belle persone, tante storie, questa medaglia è la mia storia…Non riesco a smettere di guardarla…”.

 “Arrivare qui ai Giochi Mondiali Special Olympics è solamente il passo finale di un percorso lunghissimo che ha consentito agli atleti e agli atleti partner di vivere esperienze sportive, ma anche e soprattutto umane, di altissimo profilo – ha detto il suo CT di basket Marco Petrozzi -. Si tratta di un successo conquistato indipendentemente dalle medaglie vinte”.

I prossimi Mondiali Special Olympics si terranno nel 2023 in Germania, nella città di Berlino.

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