Il fronte del no

Avvocati milanesi spiegano il motivo del loro voto contrario al referendum

Quasi un centinaio di legali della città meneghina hanno rilasciato un documento, vi vista del voto del 4 dicembre, in cui motiveranno il loro no

Ismaele Rognoni
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Da una parte abbiamo un gruppetto di vip, cantanti, attori, ex calciatori che dichiarano di sostenere Renzi, dall'altro abbiamo gli esperti del settore che invece bocciano le modifiche che vorrà attuare. Infatti quasi un centinaio di avvocati di Milano ha steso e pubblicato un documento in cui motiva il loro NO al referendum costituzionale del 4 dicembre, volendo informare i cittadini italiani che non potranno esprimere il loro giudizio sulla parte più incisiva della modifica costituzionale.

Essi sostengono che questa revisione della Costituzione italiana sia un danno per la democrazia del paese anche perché tale ampia modifica costituzionale fatta sostanzialmente solo dalla maggioranza, lascia intravedere nel futuro che ogni governo potrà provare a modellare a proprio piacimento la Carta fondamentale. 
La revisione introdurrà norme confuse anche fra di loro, difficilmente comprensibili dal cittadino medio, con l'utilizzo di un linguaggio quasi aulico e solenne; tale ambiguità sembra essere voluta giustappunto per lasciare spazio a varie interpretazioni politiche e partitiche

L'interazione tra la modifica costituzionale e la legge elettorale per la Camera, ossia l'Italicum, produrrà inconsapevolezza degli esiti che vi saranno nelle istituzioni: l'Italicum presenta infatti i medesimi vizi incostituzionali della legge precedente (Porcellum) e produrrà, con l'eliminazione dell'elettività al Senato, una effettiva modifica della forma di governo del nostro paese.
Rappresenta motivo di grande preoccupazione il premio di maggioranza previsto per il vincitore e i poteri che il nuovo governo avrà: controllo sull'assemblea legislativa, possibilità di eleggere gli organi di garanzia (Presidente della Repubblica, Corte Costituzionale e Consiglio Superiore della Magistratura), controllo della Rai e nomine delle varie Authority

Riguardo al capitolo della velocizzazione legislativa, anche questo viene messo in dubbio dalla lettera scritta dagli avvocati. La confusione che si creerà attorno alle competenze del nuovo Senato produrrà ulteriori complicazioni, soprattutto considerando che con la nomina dei Consiglieri Regionali e di alcuni Sindaci la maggioranza presente nel futuro Senato potrebbe essere diversa da quella che vi sarà alla Camera. 
I tempi di approvazione delle leggi nel Parlamento italiano sono, ad oggi, inferiori alla media degli altri stati democratici; ad esempio la Riforma Fornero è stata approvata solamente in 17 giorni. 

Infine, la proposta di Renzi vedrà modificare le autonomie e il rapporto Stato-Regioni, discostandosi pesantemente dal volere dei Padri Costituenti insito nell'articolo 117 della Costituzione, tornando ad un centralismo statale. Verrà demolita l'autonomia regionale, rendendo le Regioni non più enti di tutela delle autonomie locali, ma meri enti di spesa.


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