regime di Renzi

Il sindaco respinge gli immigrati portati furtivamente. La Prefettura: "Comandiamo noi"

Dal Zilio, primo cittadino di Quinto, allontana un pulmino che stava portando 15 immigrati alla Caritas. Il prefetto non gradisce il gesto e...

Fabio Montoli
Il sindaco respinge gli immigrati portati nella notte di nascosto. La prefettura: "Non tollerabile, qui comandiamo noi"

Foto d'archivio

Succede tutto nella notte tra venerdì e sabato, poco dopo l'una. Un pulmino carico di immigrati clandestini arriva davanti ai cancelli della Domus Nostra, a Quinto di Treviso. Una dimora storica, che ospitò la famiglia Ciardi, dinastia di artisti veneziani, dalla fine dell'Ottocento fino al 1952, gestita ora dalle suore come "struttura d'accoglienza", sotto il coordinamento di prefettura e Caritas.

Verso l'una, dunque, arriva il pulmino con i 15 immigrati a bordo. L'autista trova il cancello chiuso, e si mette ad attendere in strada, che le suore vengano ad aprire, sotto la pioggia, con le quattro frecce accese. Proprio lì, davanti alla sede della Lega di via Ciardi.

Ed è esattamente nel momento in cui l'autista stava cercando di far scendere i 15 immigrati, che passano davanti al cancello della struttura il sindaco del paese Mauro Dal Zilio e Fulvio Pettenà, ex presidente del consiglio della Provincia di Treviso, entrambi di ritorno da piazza dei Signori, in città, dove, poco prima, avevano partecipato alla pacifica marcia contro l'immigrazione incontrollata e imposta.

Accortosi di quello che stava succedendo, il Sindaco chiede delucidazioni all'autista che, si giustifica, dicendo di aver avuto ordine dal questore di lasciare i profughi davanti al centro di accoglienza di Quinto. Il rifiuto del primo cittadino è categorico, e così, il conducente del mezzo, dopo un acceso e violento diverbio, rimette in moto e riparte alla volta di un centro di accoglienza a Fontanelle.

"Ieri notte abbiamo allontanato un pulmino che stava per scaricare a Quinto un gruppo di immigrati economici. Venire qui a fare le cose di nascosto è un comportamento intollerabile. La Prefettura non ci può prendere in giro", dichiara Dal Zilio, "l'autista mi ha detto che doveva lasciare giù altri profughi che aveva caricato a Mestre e io gli ho subito risposto che non lo si fa di notte, come i ladri, perché nessuno veda. Sono contrariato di fronte all’atteggiamento della prefettura con questo tentativo di scaricare, in maniera furtiva, degli esseri umani".

Ma la risposta dalla prefettura di Treviso è netta: "Nessun sotterfugio, quindi le frasi di Dal Zilio sono inaccettabili. Non basta: da oggi in poi non saranno più accettate simili prese di posizione, che possono creare allarme nell’opinione pubblica e atteggiamenti contrari all’operato della prefettura". Dichiarazioni pesanti, che evocano autoritarismi che, perlomeno in Italia, non eravamo più abituati a sentire.

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