notabili note

No alle Olimpiadi, no alla grandezza

Se facciamo una rapida passeggiata per i giardini e le piazze di una qualunque città notiamo subito che i monumenti commemorativi sono stati eretti a persone che hanno rischiato

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Edoardo Varini

Edoardo Varini

Dopo anni, dopo decenni di editoria e comunicazione mi sono reso conto che senza una precisa scelta d'azione lo scarto tra la parola e lo stato delle cose è incolmabile. Se questo scarto era tollerabile un tempo, quando all'incirca il nostro Paese viveva in un sostanziale benessere, ora non lo è più. In ragione di 5 milioni di poveri e stipendi e pensioni da fame non lo è più. In ragione di riforme di cartapesta e malgoverno non lo è più. Non è tornato il tempo dell'impegno, è giunto per la prima volta. Quello degli anni Settanta era un impegno ideologico spesso, troppo spesso avulso da una reale cognizione della condizione socio-economica delle persone. L'impegno di oggi – ancora di pochi ma è sufficiente contarsi ogni giorno per vedere che il numero cresce – ha dalla sua la forza del bisogno e la lucidità di un pensiero nuovo forgiato dallo scontro quotidiano con quell'entropia che il capitalismo sregolato unito ad una malintesa idea di sinistra senza volto né identità vorrebbe trionfante ma ancora non lo è. Opporsi a questa disumana insensatezza è un dovere. Doverosamente scrivo allora queste notabili note.

No alle Olimpiadi, no alla grandezza

Eroi, idealisti, combattenti, martiri del pensiero o della fede, navigatori, poeti... I poeti hanno in fondo rischiato anche loro, sebbene solitamente non la vita. Hanno rischiato l'incomprensione, hanno rischiato la fame, hanno rischiato la solitudine. Gli artisti, in generale, lo hanno fatto. L'accostamento rischio grandezza ci è automatico, assolutamente istintivo, naturale.

La sindaca Virginia ha invece deciso che non bisogna rischiare le Olimpiadi, perché "in passato il budget è stato sforato quasi sempre, almeno dl 50%, e anche di più". E le chiama le Olimpiadi del mattone.

Le Olimpiadi sono la manifestazione più importante inventata dall'Occidente, in quella Grecia antica la cui cultura determina ancora oggi il nostro modo di pensare. Il loro motto è "citius, altius, fortius", "più veloce, più alto, più forte". Beppe ha deciso che Virginia decidesse che dobbiamo andare via piatti. Strisciando.

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