Inversione di marcia da parte del premier

"Se al referendum vince il No, noi ci dimettiamo", ecco tutte le volte in cui Renzi l'ha promesso

La paura ha raggelato il sangue del Presidente del Consiglio che ha immediatamente cambiato idea sulle sue dimissioni, tornando a ribadire che si voterà nel 2018

Ismaele Rognoni
Attentati sventati: una cazzata di Renzi?

Foto ANSA

A Palazzo Chigi evidentemente si sono avvertite le scosse sismiche di un terremoto che non devasta gli edifici, ma che fa tremare di paura l'intero governo. Con il passare dei giorni, le sparate e le urlate stile cornacchia in diretta televisiva del Presidente del Consiglio non hanno sortito l'effetto sperato riguardo al voto in autunno sul referendum costituzionale e la vittoria del no incomincia ad essere un realtà che si sta affermando. Per questo motivo Renzi (e il suo staff) ha affossato le precedenti dichiarazioni riguardo alle proprie dimissioni e, domenica 21 agosto in Versiliana, ha biascicato: "Comunque vada il referendum si voterà nel 2018".

Ecco la cronistoria di tutte le dichiarazioni in merito all'eventuale vittoria del no e alle sue spontanee dimissioni:

- 29/12/15, "Se perdo il referendum considero fallita la mia esperienza politica";
- 10/01/16, "Se sulla madre di queste battaglie, ossia la riforma costituzionale, i cittadini non sono d'accordo, hanno tutto il diritto di dirlo ed io ho il dovere di prenderne atto";
- 20/01/16, "Se perdessi il referendum, considererei conclusa la mia esperienza perchè credo profondamente nel valore della dignità della cosa pubblica";
- 25/01/16, "Io non sono come gli altri, non posso restare aggrappato alla politica. Se sulle riforme gli italiani diranno di no, prendo la borsettina e torno a casa";
- 7/02/16, "Se perdo al referendum prendo atto del fatto che ho perso";
- 12/03/16, "Se perdiamo il referendum è doveroso trarne conseguenze, è sacrosanto non solo che il governo vada a casa ma che io consideri terminata la mia esperienza politica";
- 20/03/16, "Se mi va male, se perdo la sfida della credibilità o il referendum del 2016, vada via subito e non mi vedete più";
- 18/04/16, "Certo, io se perdo vado a casa";
- 2/05/16, "La rottamazione non vale solo quando si voleva noi... Se non riesco vado a casa";
- 4/05/16, "Ma se perdo non resto come i vecchi politici aggrappato alla poltrona";
- 8/05/16, "Se io perdo, con che faccia rimango. Ma non è che vado a casa, smetto di fare politica";
- 21/05/16, "Se lo perdiamo, vado a casa. Per serietà. Non resto aggrappato alla poltrona";
- 22/05/16, "Se il referendum dovesse andare male non continueremmo il nostro progetto politico";
- 29/06/16, "Dicono che io ho sbagliato a dire che se perdo vado a casa: e secondo voi io posso diventare un pollo da batteria che perde e fa finta di nulla? Pensano forse che io possa diventare come loro?";
- 2/08/16, "Sono sicuro che vincerò il referendum, ma non so perchè questa sarebbe la mia vittoria, non è il referendum di Renzi. Vincerò".

Ma il 21 agosto, in Versiliana, il Presidente del Consiglio Matteo Renzi si è rimangiato tutto, confermando il voto nel 2018. 



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