accordi sottobanco pd-m5s?

Crisi, Salvini tenta il tutto per tutto, ma i grillini dicono "niet"

Con un tempismo sospetto, i pentastellati rifiutano la mano tesa del leader leghista e sottoscrivono l'impegno (col Pd) di non aver più nulla a che fare con la Lega

Redazione
Crisi, Salvini tenta il tutto per tutto, ma i grillini dicono "niet"

Di fronte allo spauracchio di un Governo Pd-M5S (sospetto come i grillini l'abbian già posto sul tavolo, con tanto di accordo programmatico già pronto, vero?) Salvini ha tentato il tutto per tutto, tentando di ricucire lo strappo. Strappo che c'è stato non tanto per la Tav o, come dice un Renzi al vetriolo, "per un colpo di sole al Papete", ma perché i pentastellati, incassato il reddito di cittadinanza, non sono stati ai patti ed hanno cercato di affossare l'autonomia, convinti in stile Vecchia Repubblica anti-devolution che penalizzasse il loro serbatoio di voti al Sud.


"L’ho detto a Mattarella", ha dichiarato ieri Matteo Salvini in conferenza stampa, "che un accordo tra Pd e Cinquestelle contro la Lega, fatto per tirare a campare, è vecchia politica. Qualcuno vorrebbe cancellare i decreti sicurezza e riaprire i porti, ma io non ci sto. E sarebbe irrispettoso nei confronti del popolo italiano veder rientrare dalla finestra i Boschi, i Lotti e le Boldrini. La via maestra resta quella che porta alle elezioni, non quella delle manovre di palazzo fatte per tenerci fuori dai giochi. La mia voglia di chiarezza non era un capriccio, era una questione di responsabilità. Il governo non andava più avanti e le riforme erano ferme. Adesso, mi interessa che gli italiani abbiano un governo che guardi avanti".

Ciò nonostante, il leader legista aveva teso una mano ai Cinquestelle, per un esecutivo bis. Proposta che è stata sdegnosamente rimandata al mittente dai grillini che hanno dichiarato di aver chiuso con la Lega. Nota curiosa, questa "separazione legale" era uno dei punti all'ordine del giorno dell'agenda del Pd. Solo un caso?

Sparito il taglio dei parlamentari, tanto a cuore a Di Maio ma non a Zingaretti, l'assemblea dei gruppi M5S ha dato ieri mandato per acclamazione a Di Maio per incontrare la delegazione del Pd. Poco dopo la replica del PD: "Dalle proposte e dai principi da noi illustrati al Capo dello Stato e dalle parole e dai punti programmatici esposti da Di Maio, emerge un quadro su cui si può sicuramente iniziare a lavorare", ha affermato il segretario Dem Zingaretti. Io vi dichiaro marito e moglie...

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