La sindrome della poltrona

Lorella Lattavo
La sindrome della poltrona
Quello che sta succedendo in questi giorni nei palazzi della politica ha un nome solo: poltrona. E’ chiaro come la luce del sole che chi sta temporeggiando per non andare a votare lo fa per mantenere saldo il proprio ruolo politico, c’è poco da aggiungere. Quello che fa pensare però è che tutto questo giochetto non fa altro che alimentare la già persistente confusione, nata tra l’altro per colpa dei troppi no dei grillini. Confusione che porta a farci delle domande ben precise: come può un governo andare contro se stesso? Del resto chi è credente conosce il passo evangelico di Matteo ( guarda combinazione!) che così recita: “ Matteo 12,22-32: In quel tempo gli fu portato un indemoniato, cieco e muto, ed egli lo guarì, sicché il muto parlava e vedeva. E tutta la folla era sbalordita e diceva: «Non è forse costui il figlio di Davide?». Ma i farisei, udendo questo, presero a dire: «Costui scaccia i demòni in nome di Beelzebùl, principe dei demòni». Ma egli, conosciuto il loro pensiero, disse loro: «Ogni regno discorde cade in rovina e nessuna città o famiglia discorde può reggersi. Ora, se satana scaccia satana, egli è discorde con se stesso; come potrà dunque reggersi il suo regno? “ Ecco se teniamo presente questo brano sicuramente ci chiederemmo come è possibile che il movimento 5 stelle abbia posto paletti su questioni importanti arrivando ad essere contrario agli stessi alleati di governo? E persino contro lo stesso premier Conte sulla discussione relativa alla TAV? Eppure è successo....ora Salvini ne ha preso atto e ha tirato le conclusioni: non si può andare avanti. O si cambia mentalità oppure si vota. Ma evidentemente gli ex partners di governo non sono così categorici, preferiscono vie traverse, cercando di trovare accordi con partiti con cui fino a ieri erano scintille, ma si sa, la poltrona è poltrona, quattordici mesi sono pochi per dire di essere politici poltronari, politici noti per essere anti casta, anti inciucio, anti prima repubblica, ed ora stanno ricalcando le stesse orme dei predecessori: come si suol dire, cambiano i suonatori ma la musica è sempre la stessa. Noi italiani stiamo al balcone e vediamo il panorama...uno spettacolo a dir poco deprimente, dove tutte le riforme fatte per salvaguardare la vita dei cittadini rischiano di finire nella spazzatura, perchè Zingaretti non vede l’ora di prendere l’aspirapolvere e togliere una polvere inesistente, per svuotare invece quella che lui creerà con il suo governo anti italiano. La parola ora è a Mattarella, martedi 27 agosto, e vedremo se questa volta qualcuno a cui la poltrona è un tutt’uno con la sua persona abbasserà la cresta....non aspettiamo altro! In fondo i posti a sedere sono sempre pronti.... e rinunciare ad essi è molto, molto difficile..

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