Immigrazione fuori controllo

Azienda assaltata da albanesi. L'imprenditore: "Avrei sparato"

Gugliemo Golinelli costretto a dormire nell'allevamento con un fucile. "Se fossi stato presente durante l'assalto avrei sparato, in aria. Ma erano in sei con il volto travisato, non so come avrei reagito". I carabinieri sono riusciti a smantellare l'organizzazione

Marco Dozio
Azienda assaltata da albanesi. L'imprenditore: "Avrei sparato"

Azienda Golinelli, la refurtiva recuperata

Costretto a dormire in azienda con accanto un fucile. Perché una banda composta da otto albanesi e un italiano, quell’azienda di allevamento a Mirandola (Modena) l’aveva messa in ginocchio con un assalto studiato nei minimi dettagli. Portando via quattro trattori, un rimorchio, un furgone e attrezzature varie per un valore di 300mila euro. Poi i carabinieri di Borgo Panigale sono riusciti a sgominarla e a recuperare la refurtiva. Un sospiro di sollievo insperato, perché risollevarsi non sarebbe stato facile.

Ma i segni restano, la sofferenza, le cicatrici interiori, la sfiducia che deriva dall’insicurezza cronica, dalla consapevolezza che bande di criminali (perlopiù stranieri) imperversano e attaccano. Guglielmo Golinelli, giovane imprenditore: “Ho subìto una violenza psicologica - spiega al Populista - Ancora oggi che i trattori sono stati ritrovati continuo a dormire in azienda. Con il fucile. Mi alterno con mio fratello. E lo facciamo da diverso tempo”, ovvero ancor prima di subire la razzìa, perché altri imprenditori della zona erano già stati ripuliti da questi malviventi che gli investigatori hanno definito “Una banda criminale che ha evidenziato una costante ed elevata capacità aggressiva nei confronti delle componenti sociali ed istituzionali locali”, capace di riciclare il denaro delle rapine in immobili e titoli.

“È inaccettabile essere alla mercè di queste persone. Mi auguro che possano trascorrere quanto più tempo possibile in carcere, che la pena sia giusta. Ringrazio le forze dell'ordine per il lavoro svolto, francamente non ci speravamo più”, aggiunge Guglielmo, consapevole che quel fucile, se fosse stato necessario, l’avrebbe azionato: “Sì, se fossi stato in azienda durante il furto avrei sparato in aria, sicuramente. Dalle immagini si vedono sei persone che compiono l’assalto e un’altra in macchina. Se li avessi avuti davanti, sei aggressori col volto travisato che ti assalgono, non so come avrei reagito. Di certo non è più possibile tollerare una situazione di questo tipo”.  

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