SCHEGGE DVRACRVXIANE

I cosiddetti “antifa” non sono altro che gli sguatteri delle multinazionali

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Helmut Leftbuster

Helmut Leftbuster

Helmut Leftbuster nasce a Roma abbastanza tardi da essersi goduto i mefitici effluvi scolastici e universitari del ’68. Nella vita non scrive (semmai parla!), ma lo fa per passione e missione, essendo un convinto assertore di quelle libertà di pensiero e di opinione che, ben 3000 anni dopo Atene e Roma, vengono messe sotto assedio da una sorta di Pensiero unico depressivo, nichilista e soprattutto antidemocratico.

Il suo nome nasce dal connubio fra l’aulicità del romanticismo nibelungico e lo humor “trash” col quale Egli si rende guastatore delle peggiori ipocrisie progressiste e radical-chic.

Il “castigat ridendo mores” contraddistingue da sempre il tenore tematico e stilistico sia delle sue collaborazioni (Qelsi, Arianna Editrice e, ora, anche Il Populista) sia della gestione del blog che coordina, Aristocrazia Dvracrvxiana, ove si ciondola dal ghibellinismo dantesco (la “Dvra Crvx” del Poeta e non la “moscia crux” di 4 fricchettoni post-conciliari) a ricette gastronomiche identitarie messe a tavola per onorare  contadini e pastori nostrani ed indurre giovanissimi e massaie a dire "basta!" a venefiche porcherie sottocosto globalizzate e a cazzarate eque e solidali.

Il suo motto è «alla "povertà" si guarda, non si crede».

I cosiddetti  “antifa”  non sono altro che gli sguatteri delle multinazionali

“Multiculturalismo”, “multietnicismo”, “multinazionale” sono le differenti declinazioni lessicali del medesimo progetto d’annientamento delle identità. Un annientamento non a caso programmato iniziando da quelle identità che maggiormente contraddistinguono l’Occidente, la nostra e quella greca.

Il prefisso “multi” è marchio di garanzia per qualsiasi fricchettone che scelga di abdicare al naturale senso di appartenenza, sostituendolo con un’ ideologica quanto artificiosa ossessione verso tutte quelle “differenze” che costui, poi, giammai valorizzerà in quanto tali, ma userà come feticcio a cui sottomettersi per emendare quell'idiota senso di colpa creato in noi Europei nei laboratori propagandistici del dopoguerra.

Ora, l’unico mantra rimasto alle Sinistre, in bancarotta di coerenza verso la classe operaia, verso i pensionati, verso i proletari, insomma verso le categorie sociali storicamente più deboli e attualmente più incazzate, è quello stucchevole ritornello della "ricchezza del mondo concentrata nelle mani di pochi", così da mantenere viva l’atavica idea giacobina d'una vaga ingiustizia latente e senza volto. Ebbene, chi sarebbero questi fantomatici “pochi” se non i grandi burattinai che muovono le masse del globo per continuare ad avere carne fresca e a costo sempre più basso al proprio servizio?!
Per scoprire la verità è sufficiente rovesciare tutto ciò che i sedicenti “buoni” vogliono imbastirci come “vero”, sforzandoci di guardare la realtà depilata dalle loro pelose mistificazioni.

Ora, se la matematica non è un’opinione, a fronte dell’impoverimento di tutti i ceti europei, assistiamo ad una rapida emancipazione delle cosiddette “economie emergenti”, quella africana in testa; interi continenti che esplodono demograficamente non sono certo alla fame, sebbene in molti vogliano farcelo credere. Altro che “ricchezza nelle mani di pochi”! Forse sono in pochi a decidere chi vive e chi muore, ma a godere di queste decisioni “globali” sono immense e prolifiche masse di genti che ben si guardano dal preoccuparsi delle spallate che ci stanno dando per farsi largo. E allora perché mai dovremmo preoccuparcene noi? Quale sarebbe il nostro debito con queste informi masse di sconosciuti?

Insomma, facendo 2+2, non sentiamo un qualcosa di vagamente appizzato al nostro culo?
Così, per evitare che questa fastidiosa sensazione anale ci allarmi negli esatti termini del pericolo a cui prelude, pretendono di giustificarcela come sorta di antidoto a quel “male assoluto” che da decenni ci spacciano come tale, il Fascismo. Gli Italiani muoiono di fame? E’ colpa del Fascismo! L’Europa ci massacra di tasse? E’ perché non le cediamo abbastanza sovranità! L’immigrazione ci assedia devastando il tessuto sociale? E’ una percezione xenofoba. Insomma, secondo gli “antifa”, il nostro malessere non dipenderebbe dal veleno che la globalizzazione ci sta insufflando giorno dopo giorno nei bronchi, ma dal fatto che resistiamo pervicacemente ai suoi effetti; se ci lasciassimo uccidere col sorriso sulle labbra, tutto sarebbe più semplice (per loro).

Questa vignetta è un'evidente summa dell' approccio etno-masochista testé descritto: una propaganda talmente esasperata nel considerare il nostro male come “bene”, e il nostro bene come “male”, da risultare grottesca alla stregua d'ogni Re Nudo di anderseniana memoria.



Vessano il naturale orgoglio insito in ogni Uomo, umiliano l'amor di Patria consacrato nella Costituzione e deridono il culto per le radici poiché vogliono un mondo di sradicati facili da omologare e riprogrammare. E gli ultimi avvenimenti di cronaca ci dimostrano che stanno iniziando a capire che abbiamo capito; ecco perché hanno una fretta fottuta di rimpolpare di manovalanza d’importazione le loro file sempre più snobbate dai connazionali, oramai stanchi di sentirselo mettere nel culo.

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