Relazione Dia: ''‘ndrangheta sempre più globalizzata. È ovunque''

Mafie: la ‘ndrangheta attiva nel settore dell’immigrazione clandestina

Allarme della Dia (Direzione investigativa antimafia) sulle attività svolte e i risultati conseguiti nel primo semestre del 2019. Nella relazione semestrale al Parlamento l’allarme anche sulle mini-cosche calabresi: “Le 'ndrine cercano il consenso popolare”

Giuseppe Brienza
Mafie: la ‘ndrangheta attiva nel settore dell’immigrazione clandestina

Il logo della Direzione Investigativa Antimafia (Dia)

È stata presentata negli scorsi giorni al Parlamento l’ultima Relazione della Direzione investigativa antimafia (Dia), relativa al primo semestre del 2019.

Il primo dato che risulta è quello relativo alla criminalità organizzata di origine calabrese, la ‘ndrangheta, che si conferma “leader” dei grandi traffici di droga, acquisendo quote di “mercato” anche a livello internazionale. L’efficacia delle consorterie calabresi è da ricercarsi, anzitutto, nella struttura organizzativa a base pseudo-familiare, compatta dall’interno e per questo meno esposta al fenomeno del “pentitismo”.

Secondo dato riferito al fenomeno ‘ndrangheta riguarda le “'ndrine locali”. In Calabria le cosche sono infatti caratterizzate da un elevato numero di “'ndrine” le quali, sebbene non sempre collegate fra loro, operano secondo processi decisionali unitari finalizzati ad “ottimizzare” la gestione delle attività illecite. Le ‘ndrine stanno sviluppando sempre più interessi nel traffico di stupefacenti e nel riciclaggio dei proventi illeciti con investimenti in collaudate attività legali, quali l’edilizia, l’acquisizione di supermercati e di altre attività commerciali non solo in Italia.

La Dia sta evidenziando come le “mini-cosche” calabresi stiano cercando un “salto di qualità”, provando a raggiungere interlocutori di estrazione sociale “alta”, da politici a imprenditori per giungere a specifiche figure professionali, che possono in vario modo tornare utili ai propri loschi traffici.

In tal modo le ‘ndrine mostrano una intraprendenza nell’attività di penetrazione nel mondo politico ed istituzionale, al fine di ottenere indebiti vantaggi nella concessione di appalti e commesse pubbliche. Ci si trova quindi di fronte ad una mafia arcaica nella struttura e "moderna" nella strategia, capace di creare e rafforzare sempre di più i propri vincoli associativi interni, ma allo stesso tempo in grado di adattarsi alle evoluzioni del contesto esterno, nazionale ed internazionale.

Concludendo infine con la proiezione internazionale della ‘ndrangheta sui generis, la Relazione sottolinea come essa riesca a contare su una struttura molto solida, improntata su veri e propri “network”, insediatasi anche nei Paesi produttori soprattutto di cocaina, in grado di gestire i traffici illeciti e di reinvestire i relativi proventi, sia direttamente che attraverso collaborazioni intermafiose con le omologhe strutture autoctone (mafia e camorra) o con altre espressioni criminali di matrice straniera. Tali interazioni si registrano sempre più anche nel settore dell’immigrazione clandestina e della tratta di esseri umani.

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