Il business dell'accoglienza

Como, i clandestini rifiutano l'alloggio: "questo paese non ci piace" e spariscono

Non gradiscono Caslino d'Erba: è troppo piccolo, con pochi negozi e lontano dai centri principali. La Lega: "Basta! Rispedirli subito al loro paese!"

Redazione
Nel comasco, sei clandestini rifiutano l'alloggio: "questo paese non ci piace" e fanno perdere le loro tracce

Caslino d'Erba, il paese rifiutato dai clandestini. Da triangololariano.it

Caslino d'Erba, grazioso paese di circa 1.700 abitanti in provincia di Como, famoso per i suoi formaggi di capra e la relativa fiera, è salito negli ultimi giorni alla ribalta delle cronache nazionali per una vicenda legata al business dell'accoglienza. La cooperativa "I girasoli", una delle tante che campano sull'immigrazione, aveva infatti deciso di dislocare proprio in un condominio di Caslino sei clandestini richiedenti asilo, nel centro del paese, nell'area del vecchio lavatoio. Martedì 14 giugno i sei immigrati sono arrivati in paese con un pulmino, per prendere possesso dell'appartamento messo a disposizione da un cittadino. Il sindaco Marcello Pontiggia, che lamenta di non essere stato informato del loro arrivo da parte della cooperativa, racconta al quotidiano La Provincia di Como che i sei hanno giudicato il paese con una sola, rapida occhiata: "Da quanto mi ha spiegato il conducente del pulmino – spiega il sindaco – le sei persone arrivate a Caslino non hanno gradito il paese al punto che non sono neppure scesi dal mezzo e che hanno chiesto di essere riportati a Cucciago, da dove arrivavano. Prima il conducente li ha portati a cena ad Erba, poi sono ritornati a Caslino accompagnati dai carabinieri per un secondo tentativo, ma hanno sempre manifestato la volontà di non fermarsi nel nostro paese".

"Coccolati, accuditi ospitati da 'generose' cooperative sociali e pure viziati e arroganti! Basta! Rispedirli al loro paese a tempo zero! Basta farsi prendere per il culo! Basta fare i camerieri di falsi profughi che campano a scrocco!", questa la reazione a caldo di Nicola Molteni, deputato comasco della Lega Nord, che poi aggiunge: "Accoglienza o vacanza extra lusso pagata? Ormai per questi finti profughi non esiste più differenza visto che si sentono in diritto di aver esaudito una richiesta e un vizio dietro l'altro. Non solo gli si offre vitto, alloggio, 3 pasti caldi, cellulari ricariche del telefono, assistenza sanitaria e corsi di formazione gratuiti, ora - prosegue Molteni - questi turisti a scrocco fanno anche gli schizzinosi e non vogliono essere trasferiti nel paese di Caslino D'Erba perché, a loro detta, troppo piccolo senza servizi e lontano dai centri principali. È una vergogna e una presa in giro alla faccia di tutti i cittadini comaschi e di chi è in difficoltà. Basta discriminazione al contrario. È ora - conclude il deputato leghista - di rispedire al loro paese di origine questi finti profughi e di aiutare i cittadini comaschi che hanno bisogno d'assistenza. Chi non accetta le nostre condizioni sia rispedito al mittente".

La vicenda però non si è conclusa con il rifiuto della nuova sistemazione: Andrea Gatti, direttore della cooperativa "I girasoli" con sede a Desenzano del Garda, ha infatti dichiarato che dei sei ospiti si sono perse le tracce, avevano tre giorni per ripresentarsi in sede ma non si sono più visti ed è quindi scattata la segnalazione alla Questura. Anche questa seconda parte della vicenda è commentata dall'onorevole Molteni, che così scrive sulla sua pagina Facebook: "Sei clandestini scappano e vagano a Como. Falsi profughi prima coccolati e viziati, poi rifiutano il trasferimento perché il paese è piccolo, con pochi servizi e non gradito e ora spariscono nel nulla! Fantasmi! Cooperativa sociale e prefettura fanno finta di nulla, sistema fallimentare! Boldrini, Renzi e Alfano ci prendono per il culo!

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