appalti truccati per la metropolitana milanese

Cazzi amari per la Sinistra a Milano: raffica di arresti per tangenti

Le accuse, a vario titolo, sono di associazione per delinquere, corruzione, turbativa d'asta, peculato, abuso d'ufficio. Bastoni: "Sala chiarisca"; Andrea Monti: "Serva di lezione"

Redazione
Cazzi amari per la Sinistra a Milano: raffica di arresti per tangenti

Tredici persone sono state arrestate per presunte tangenti e appalti truccati a Milano. Ci sono 8 appalti da 150 milioni di euro al centro dell'inchiesta della Procura di Milano. Tra gli arrestati figura Paolo Bellini, dirigente dell'Atm (Azienda trasporti milanesi), responsabile degli 'impianti di segnalamento e automazione' delle linee metropolitane. A Bellini vengono contestate presunte tangenti per 125mila euro tra il 2018 e il 2019. Le accuse, a vario titolo, sono di associazione per delinquere, corruzione, turbativa d'asta, peculato, abuso d'ufficio. Trenta persone fisiche e otto società indagate. Tra gli arrestati due manager di Alstom Ferroviaria e uno di Siemens Mobility. Gli arresti eseguiti dal Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf di Milano.

Le indagini, spiega il procuratore di Milano Francesco Greco, "hanno accertato l'esistenza di un sistema di metodica alterazione di gare ad evidenza pubblica indette da Atm spa gravitante attorno alla figura" di Paolo Bellini, "pubblico ufficiale con il ruolo di Responsabile dell'Unità amministrativa complessa sugli impianti di segnalamento e automazione delle linee metropolitane 1,2, 3 e 5", e "alle società Ivm srl e Mad System srl", create da Bellini per "interferire" negli appalti. Nell'indagine, spiega Greco, sono stati anche "raccolti elementi" su un "episodio di corruzione" del 2006 per "l'assegnazione dell'appalto relativo al sistema di segnalamento" della linea M1, la 'rossa', "nel cui contesto sono emerse le recenti criticità (frenate brusche d'emergenza)". In Procura a Milano, infatti, sono aperte anche indagini sulle frenate con feriti che si sono ripetute per mesi. Del sistema di sicurezza se ne occupa Alstom, società finita ora indagata nell'inchiesta sugli appalti. 

“Le uniche cose che non si arrestano sono i ritardi nei cantieri ATM per la nuova linea 4 della metropolitana.” Così ironizza Max Bastoni, consigliere comunale e regionale della Lega, sugli arresti di questa mattina a Milano. “Mi attendo che Beppe Sala e il direttore generale di ATM Arrigo Giana chiariscano rapidamente il coinvolgimento dell’azienda e garantiscano la trasparenza degli appalti”, prosegue Bastoni. “Quello che preoccupa i milanesi invece sono i gravi ritardi nei cantieri per la linea 4 della metropolitana e i 45 milioni di euro di debito accumulati. Quelli che, paradossalmente, non sembrano destinati ad essere arrestati”.

“Un quadro accusatorio molto pesante e dettagliato da cui siamo molto turbati e che mette in luce un sistema consolidato di assegnazione delle gare contraddistinto da opacità e corruzione. Credo che sia evidente che qualcosa all’interno di ATM non ha funzionato, quantomeno a livello di controlli, e che oltre le responsabilità individuali e penali vadano individuate anche quelle gestionali”. Così Andrea Monti (Lega), Vicepresidente della V Commissione Trasporti in Consiglio Regionale. “Se i capi di imputazione fossero confermati significherebbe che mentre da un lato i cittadini rischiavano ogni giorno di essere coinvolti in incidenti sui mezzi e finire quindi all’ospedale, dall’altro lato qualcuno pensava a pilotare gare e prendere tangenti”. “Forse il Comune di Milano ha per troppo tempo fatto credere che ATM fosse la società migliore al mondo e che non avesse nessun problema, a volte alimentando inutili competizioni e non collaborando adeguatamente con l’azienda gestita da Regione”. “L’auspicio è che questo episodio serva da lezione per il futuro, affinché vi possa essere un atteggiamento diverso da parte dell’azienda milanese nei confronti di tutto il sistema del TPL lombardo”.

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