femminicidio nel capoluogo lombardo

A Milano un egiziano dà fuoco alla moglie durante l'ennesima violenta lite

Prima ha cosparso la donna di benzina e poi l'ha incendiata con la sigaretta, cercando di far credere alla Polizia che si è trattato di un incidente domestico

Redazione
A Milano un egiziano dà fuoco alla moglie durante una lite

Foto ANSA

Un egiziano di 38 anni, Ahmed El Sayed Abdelghany, è stato arrestato dalla Polizia di Stato a Milano, con l'accusa di aver gravemente ustionato la moglie, una connazionale 46enne, nelle loro casa in Via Rismondo, gettandole della benzina addosso e dandole poi fuoco con una sigaretta che aveva in mano. La donna ha riportato ustioni di terzo grado sul 50% del corpo ma non si troverebbe in pericolo di vita, ricoverata all'ospedale di Niguarda. Già lo scorso 26 marzo le forze dell'ordine erano dovute intervenire a casa della coppia per un altro episodio di violenza, ma lei non aveva sporto denuncia.

L'episodio è avvenuto verso le 21 dello scorso 14 luglio nella casa della coppia, ma l'arresto è stato perfezionato il 22 luglio dopo una serie di accertamenti da parte degli agenti delle volanti, che avevano subito portato in questura l'uomo in attesa delle perizie dei medici e di poter sentire la donna. Il marito al momento è accusato di maltrattamenti e lesioni gravissime ma presto, allo scioglimento della prognosi ancora riservata, potrebbe essere accusato di tentato omicidio. È stato lui a chiamare i soccorsi, quel giorno, ma all'arrivo della polizia aveva raccontato che l'ustione era stata causata da un incidente domestico.

Ahmed El Sayed Abdelghany è un nullafacente, arrivato in Italia da clandestino, poi si è sposato e ha usufruito del ricongiungimento familiare. La donna è arrivata nel 2007 in Italia in modo regolare, assunta come lavapiatti e cameriera nel Pavese. Dopo il matrimonio hanno vissuto separati in alloggi che ospitavano rispettivamente soli uomini e sole donne finché si sono trasferiti a Milano dove sono andati a vivere insieme. Lei ha trovato lavoro in una pizzeria dove tuttora è regolarmente assunta, mentre lui ha continuato a farsi mantenere. Nel 2011 la vittima ha perso un figlio al settimo mese di gravidanza e gli inquirenti non escludono che l'aborto sia stato causato delle continue percosse ricevute dal marito. Quattro mesi fa la coppia ha avuto una bambina, che ora vive insieme ai nonni materni in Marocco.

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