il ritorno di hezbollah

Libano, la vera faccia del Partito di Dio

Combatte l'Isis e sta con Assad, predica la distruzione di Israele e vorrebbe instaurare il Libano una repubblica teocratica sul tipo di quella iraniana

Redazione
Libano, la vera faccia del Partito di Dio

Un tempo il Libano era la Svizzera del Medioriente; ora è un Paese devastato dalla guerra. Laggiù al-Qaeda ha imperversato, riscuotendo facili consensi tra le milizie di Hezbollah, il “Partito di Dio”, il gruppo radicale libanese composto da circa 3000 attivisti, che propugna l’annientamento dello Stato di Israele e la creazione di una repubblica islamica in Libano, sul modello dell’Iran. Composto da molti profughi palestinesi, Hezbollah è fortemente antioccidentale ed anti-israeliano; odia profondamente tutto ciò che non è islamico in terra di Libano. Ma adesso combatte anche l'Isis e si schiera al fianco di Assad. Ma solo per difendere i propri territori, per far fuori la concorrenza.


Nella complessa realtà del Libano, fra gli anni Settanta ed Ottanta, c’è forse la chiave per decifrare il confronto fra il mondo islamico e l’Occidente. Là, alla metà degli anni Settanta, si concentravano banche e importanti attività finanziarie. Il Paese era attanagliato, però, da una serie di problemi di convivenza latenti: ad esempio, la compresenza di fedi diverse da quella musulmana sciita, la musulmana sannita, quella drusa e la cristiano-maronita. Un vero mosaico a cui, quasi di colpo, andarono ad aggiungersi migliaia di profughi palestinesi fuggiti dai territori occupati da Israele. Il ricco Libano si trasformò così, in pochi anni, in una polveriera sociale in cui le divisioni venivano acutizzate dalle molte pressioni operate dai Paesi vicini.

E così, nel 1975, scoppiò una sanguinosa guerra civile che contrappose tutte le fazioni presenti e che conobbe una vera e propria escalation nel 1982, quando Israele decise di invadere il paese, sino a raggiungere Beirut, per colpire le organizzazioni palestinesi che operavano dal territorio libanese. Una guerra che è proseguita anche dopo il ritiro israeliano con l’ingresso nel Libano dell’esercito siriano, che ha preso il controllo del paese mantenendone comunque l’unità territoriale. A sostenere e motivare l’avvento del fondamentalismo in Libano intervenne la rivoluzione khomeinista, che offrì l’ideologia e le coperture alle fazioni sciite presenti nella regione. In Libano operavano, sin dalla metà degli anni settanta, diverse forze di estremisti radicali, come le Brigate di Amal Islami, Azione Islamica, emanazione del movimento politico-insurrezionalista al Mahrumin.


E, nel 1980, comparve Hezbollah; ispirato dallo sceicco Hassan Nasrallah e finanziato dall’Iran, il movimento conquistò facilmente gli strati poveri di fede sciita, costretti a vivere in una condizione di estrema miseria ed in un clima sociale di grande frustrazione. Hezbollah punta alla creazione di una repubblica islamica sul modello dell’Iran in Libano, e alla rimozione di tutte le influenze non islamiche nell’area. Conta fra i mille ed i tremila fra attivisti e sostenitori, ed ha cellule sparse non solo in Libano, ma in tutto il Medio oriente, in Africa, Europa e Nordamerica.

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