immigrazione violenta

Egiziano arrestato: "Stupro? Che c'è di male?"

Allo straniero attribuiti anche un precedente tentativo di violenza sessuale e una rapina

Fabio Montoli
Per lo straniero imputato lo stupro è un normale rapporto intimo

La versione che il ventinovenne egiziano Mahdi Mahmoud Nadi Hossein ha raccontato mercoledì 18 scorso al Gup di Pavia, è sbrigativa oltre che imbarazzante: "Ci conoscevamo, lei era consenziente".

Le accuse invece sono gravi e pesanti: rapina e violenza sessuale. Il pubblico ministero ha chiesto infatti per lui la condanna a quattro anni di reclusione. Nadi Hossein, che attualmente si trova in custodia cautelare al carcere di Torre del Gallo a Pavia, è a processo con rito abbreviato, forma di giudizio alternativo che consente di ottenere lo sconto di un terzo della pena in caso di esito sfavorevole. L'egiziano è ritenuto responsabile dello stupro di via Cossa a Pavia dell’11 dicembre 2014, quando una studentessa italiana che stava rientrando a casa, all’improvviso, è stata bloccata con la forza da un uomo, che l’aveva poi violentata nell’androne della sua abitazione.

Lo straniero era inoltre finito nei guai perché ritenuto responsabile anche di una rapina avvenuta ai danni di una barista aggredita in casa sua a febbraio 2015. Anche in questo tentativo di violenza carnale, aveva immobilizzato la quarantacinquenne tappandole la bocca con una sciarpa, ma le grida della donna avevano allarmato un vicino di casa che era intervenuto prontamente, riuscendo ad evitare il peggio, non senza però essere aggredito a sua volta dall'egiziano.

È proprio in seguito a questa vicenda che a Nadi Hossein era stato ricondotto anche lo stupro del dicembre precedente per i vestiti che indossava, immortalati dalle telecamere della videosorveglianza e identici in entrambi gli episodi. Dunque il ventinovenne, già riconosciuto come responsabile della rapina, era stato indagato anche per violenza sessuale. 

L'egiziano, presente all’udienza, ha rilasciato spontanee dichiarazioni, spiegando che lui e la ragazza si conoscevano già da tempo e che quella sera si erano incontrati e avevano deciso di avere un normale rapporto intimo. Sono stati effettuati anche i test del dna per confrontare le tracce biologiche lasciate sul corpo della giovane vittima con i tessuti di Nadi Hossein.

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