Ipotesi Usa

EgyptAir, sabotaggio durante le soste?

Prende sempre più corpo l'ipotesi di una manomissione del velivolo, mentre emergono dettagli inquietanti e resta segreta la lista dei passeggeri

Alessio Colzani
EgyptAir, sabotaggio durante le soste?

Le operazioni di ricerca dei resti dell'MS804 di EgyptAir. Foto ANSA

Gli analisti americani, al lavoro per individuare le cause del disastro aereo che ha coinvolto l'Airbus egiziano, stanno portando l'attenzione sugli spostamenti del velivolo prima della sciagura. Al momento, nessuna ipotesi viene ancora esclusa, comprese quelle di un attentato oppure di un guasto meccanico. Il quotidiano internazionale statunitense Wall Street Journal ricorda che l'MS804, prima di precipitare, ha visitato nell'ordine: Bruxelles, il Cairo, Asmara (1 ora di sosta), il Cairo, Tunisi (un'ora e un quarto di sosta), il Cairo (2 ore) e Parigi (67 minuti); secondo gli esperti, in ognuno di questi aeroporti potrebbe l'aeromobile potrebbe aver subito una manomissione, come già accaduto in occasione dell'abbattimento del Metrojet russo nel Sinai da parte dell'Isis, che però finora non ha fatto pervenire alcuna rivendicazione.

A far propendere verso l'ipotesi del sabotaggio da parte di qualche terrorista è anche l'inquietante rivelazione fatta dal New York Times: due anni fa sulla pancia dell'Airbus A320-232 della Egyptair che nella notte tra il 18 e il 19 maggio scorsi si è inabissato al largo dell'isola greca di Karpathos mentre era in volo dalla capitale francese a Il Cairo, è stata trovata la scritta "Abbatteremo questo aereo". Come se non bastasse, La Repubblica ipotizza che sulla lista dei passeggeri che circola sul web, ci sarebbero alcuni nomi di legati a gruppi vicini all'Isis. La stessa lista è un mistero: da giorni si aspetta quella di Egyptair, ma la pubblicazione della versione definitiva viene continuamente rinviata. Spiccano i nomi di Abdulmohsen Al Mutairi, che si chiama stranamente come due jihadisti rilasciati a Guantanamo: Nasser e Khalid Al Mutairi. Sempre secondo La Repubblica, un altro nome sospetto sarebbe quello di Aboulaba Salaheldin: lo stesso che compare in una lista di arrestati in Siria come membri del gruppo terrorista Hizb ut-Tahrir, legato all'Isis.

Quando sabato è stato annunciato un discorso del portavoce dell'Isis al Adnani tutti avevano pensato ad una possibile assunzione di responsabilità del massacro, ma non è stato così: il dirigente islamista ha solo lanciato alcune minacce, ignorato completamente la sciagura. Sui motivi di questo silenzio si fanno diverse ipotesi: 1) Devono coprire qualcosa. 2) Vogliono lasciare dubbi e incertezza per confondere l'avversario. 3) Lo faranno al momento più opportuno per loro. 4) Ha agito un elemento non legato operativamente ad una organizzazione. 5) Si è trattato di un incidente aereo e non di un'azione terroristica.

Ora è corsa contro il tempo per trovare le "scatole nere": il "flight data recorder" e il "Voice cockpit recorder" dell'Airbus A320 EgyptAir saranno fondamentali per riuscire a comprendere cosa abbia causato l'inabissamento del volo MS804. Le comunicazioni del sistema di bordo che hanno documentato sette avarie nei tre minuti precedenti la picchiata dell'aereo hanno infatti solo confuso le idee, moltiplicando le ipotesi sull'origine del fumo in cabina e nel comparto avionico dell'Airbus. Sarà fondamentale individuare quelle due "scatole" e riportarle in superficie il prima possibile, dai fondali a tremila metri di profondità in cui si sono inabissate la notte di mercoledì, in un'area di ricerca di 70 chilometri quadrati a una distanza di 290 chilometri dalla costa di Alessandria d'Egitto. Tra quattro settimane il loro segnale si spegnerà, e se non saranno state recuperate rimarranno per sempre nelle profondità dell'abisso, insieme ai segreti che contengono.

L'infografica mostra il volo dell'EgyptAir MS804 precipitato nel Mar Egeo. Foto ANSA
L'infografica mostra il volo dell'EgyptAir MS804 precipitato nel Mar Egeo. Foto ANSA

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