Calcio scommesse

Le mani della camorra sulla serie B: 10 arresti

Corrotti alcuni giocatori dell'Avellino per due gare del 2014, indagato anche l'azzurro Izzo: sarebbe stato il contatto coi clan

Alessio Colzani
Le mani della camorra sulla serie B: 10 arresti

Armando Izzo in azione con il Genoa durante una partita di serie A. Foto ANSA

Dieci persone arrestate, 7 in carcere e 3 ai domiciliari: l'operazione dei carabinieri di Napoli ha scoperchiato un giro di scommesse con ingenti somme di denaro da parte del clan di camorra "Vanella Grassi" di Secondigliano, che coinvolgeva calciatori di serie B per truccare le partite. Il blitz dei militari è avvenuto al termine di un'inchiesta della Direzione distrettuale antimafia sull'attività dell'organizzazione criminale; indagato anche il calciatore di serie A, Armando Izzo, già in forza all'Avellino e attualmente difensore del Genoa, convocato solo 7 giorni fa in nazionale da Conte per i prossimi europei. Oltre a Izzo l'indagine, condotta dal pm Maurizio De Marco, coinvolge anche Francesco Millesi, ora all'Acireale e l'ex calciatore Luca Pini: i tre sono accusati di concorso esterno in associazione camorristica per "essersi posti stabilmente a disposizione" del clan "al fine di fare da tramite e corrompere giocatori professionisti allo scopo di influire fraudolentemente sui risultati delle partite di calcio del campionato di serie B - così recita il capo di imputazione - eventi sui quali gli esponenti apicali della Vanella scommettevano investendo proventi illeciti del sodalizio".

Millesi e Izzo, nella loro qualità di giocatori, avrebbero dato "un concreto, specifico, consapevole e volontario contributo - secondo l'accusa - diretto ad esplicare una effettiva rilevanza causale, come condizione necessaria per la conservazione o il rafforzamento delle capacità operative dell'associazione nel particolare settore delle frodi sportive, ramo di reimpiego dei guadagni illeciti dell'associazione criminale e fonte di notevoli proventi per la medesima". In particolare, gli inquirenti ipotizzano che si siano messi a disposizione dell'organizzazione allo scopo di influire su alcune partite del campionato di calcio di serie B sulle quali i vertici del clan scommettevano denaro. Due le partite per le quali la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli ipotizza il reato di frode sportiva: la prima è Modena-Avellino del 17 marzo 2014; la seconda è Avellino-Reggina del 25 maggio dello stesso anno.

A capo della truffa c'era Umberto Accurso, arrestato lo scorso 11 maggio perché ritenuto il mandante degli spari contro la caserma dei carabinieri di Secondigliano, che comandava una rete di affiliati ognuno dei quali aveva uno specifico compito: chi svolgeva il ruolo di armiere, chi quello di capo piazza, chi quello di pusher e distributore di soldi agli affiliati e ai familiari dei detenuti. Durante le indagini è stata intercettata una telefonata nella quale i calciatori dicevano: "Dobbiamo mangiare tre polpette, abbiamo la pancia piena".

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