Orrori della storia

Atomica a Hiroshima, il nobel per la pace Obama non si scusa

Sarà il primo presidente USA a visitare la città distrutta dalla bomba. Ma non presenterà alcun atto formale di scuse. Fosse stato Trump le anime belle l'avrebbero massacrato

Marco Dozio
Atomica a Hiroshima, il nobel per la pace Obama non si scusa

Foto ANSA

Barack Obama venerdì prossimo è atteso a Hiroshima, tappa conclusiva del summit del G7 che si terrà a Ise-Shima. Sarà il primo presidente americano in carica a recarsi nella città giapponese polverizzata dalla bomba atomica statunitense nel 1945. Chi pensava a un doveroso e pleonastico atto formale di scuse, si sbagliava. Obama non ha alcuna intenzione di sanare ferite storiche che ancora sanguinano. "No, penso che sia importante riconoscere che in piena guerra, i dirigenti debbano prendere qualsiasi tipo di decisione”, ha detto in durante un'intervista alla tv pubblica giapponese.

E aggiunge: “È il ruolo degli storici porre questioni, esaminarle, ma io so, essendo in questa posizione da sette anni e mezzo, che qualsiasi dirigente prende decisioni estremamente difficili, in particolare in tempi di guerra", Obama liquida la questione con poche frasi generiche, senza alcuna analisi storica o etica sull’utilizzo, unico nella storia, di un’arma di distruzione di massa contro civili inermi e innocenti. E se al posto del premio nobel (preventivo) per la pace, a comportarsi in questo modo fosse stato, per esempio, il (futuribile) presidente Trump? Cosa avrebbero detto le anime belle?

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