Tortura fiscale

L'Ocse certifica che Renzi racconta bugie

In Italia il record delle tasse sul lavoro, negli ultimi 5 anni cuneo fiscale aumentato dal 47,2% al 49%

Alessio Colzani
L'Ocse certifica che Renzi racconta bugie

Il premier Matteo Renzi con il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan. Foto ANSA

Nonostante il presidente del consiglio continui a ripetere ad ogni piè sospinto che in Italia le tasse sono diminuite, i dati sono impietosi e certificano senza ombra di dubbio che quelle raccontate da Matteo Renzi non sono altro che bugie. La scorsa settimana il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan aveva addirittura fatto diramare un nota nella quale ipotizzava dei meriti da parte dell'esecutivo per delle fantomatiche "misure di alleggerimento della pressione fiscale sui fattori produttivi: l'abolizione del costo del lavoro dalla base imponibile dell'Irap a partire dal 2015, il super-ammortamento sugli investimenti in beni materiali strumentali dal 2016, la riduzione dell'aliquota Ires a partire dal 2017, nonché l'erogazione del bonus 80 euro a partire dal 2014". Tutto ciò avrebbe avuto, a detta del ministero, "effetti rilevanti nella riduzione del cuneo fiscale". Fin qui le favole renziane... la realtà, invece, è quella fotografata dall'Ocse, che certifica il record italiano di tasse sul lavoro.

I dati evidenziati nelle tabelle pubblicate dall'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico ed elaborati dall'Adnkronos, certificano che nel 2010 gli italiani pagavano il 12,1% di tasse rispetto alla media europea; oggi, che la media è pari al 35,9%, il rapace fisco italiano è arrivato ad essere del 13,1% più pesante: negli ultimi 5 anni di governi sostenuti dal partito del premier, la forbice si è andata allargando di un punto percentuale. L'Italia mantiene il quinto posto su una classifica di 34 paesi, ma il confronto con le nazioni che la superano in fatto di tassazione sul lavoro, considerando i salari in termini assoluti, rivela che in almeno 3 casi su 4 (Belgio, Austria e Germania) i dipendenti hanno un potere d'acquisto superiore rispetto a quello dei loro colleghi italiani. Una situazione ben diversa da quella idilliaca dipinta quotidianamente dal campione fiorentino di annunci e promesse!

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