ANIMALI ASSASSINATI

Orrore a Spinea, schiacciate e massacrate centinaia di bestiole

Due raid nelle scorse notti all’Oasi di Spinea (Venezia), galline decapitate, porcellini d’India schiacciati da ignoti. Il proprietario distrutto dal dolore

Alex Bazzaro
Enrico Piva mostra i corpi straziati degli animali uccisi dai vandali

Foto ANSA

Crudeltà inaudita. I piccoli roditori riversi a terra a decine. I loro compagni superstiti, che sembrano capire quanto sia accaduto, annaspano a fatica tra i cadaveri straziati. Qua e là oche uccise con il collo spezzato, una gallina decapitata e corpi di conigli calpestati a morte. Non è lo scenario di un film horror di bassa qualità ma ciò che si è presentato agli occhi di Enrico Piva, responsabile dell’associazione "Sos Natura", che da anni in provincia di Venezia accoglie e cura gratuitamente i porcellini d’india e altri animali, che si offre di ritirare da tutto il Veneto, per salvarli dall’abbandono e prendersene cura.

Il dolore e le lacrime che rigano il suo volto, testimoniano, quanto amore e quanta dedizione quest’uomo e gli altri volontari, dedichino al centro. Ma non è bastato tutto questo a fermare i criminali che, in due notti tra domenica e lunedì, hanno ammazzato a schiacciando con i piedi o con corpi contundenti le indifese creature. Il lavoro dei volontari per pulire le tracce di sangue e accudire i pochi sopravvissuti continua senza sosta.


La propria rabbia e impotenza Piva l'ha sfogata in due video su Facebook, subito divenuti virali, in cui mostra le immagini del massacro e i corpi spezzati dei poveri animali con un ammonimento: "Se è l’opera di un umano, sappi che prima o poi ti trovo. E ti faccio fare la stessa fine: non mi interessa se mi mettono in carcere, devi pagare per questo". La rabbia dei cittadini di Spinea, e non solo, è subito sfociata sui social, frasi pesanti, dettate dal grave choc e dalle immagini forti che Enrico ha condiviso con i video e le fotografie. Nella sezione dedicata ai commenti, molte persone trascrivono pensieri arrabbiati e minacciosi come: "Non finisce qui", "La bestia sta su due zampe e si chiama uomo", e ancora, "Tolleranza zero".

Sull’accaduto indagano i Carabinieri di Spinea e Mirano, che stanno cercando di capire i possibili moventi e autori della strage, mentre il mondo politico e dell’associazionismo cittadino è già in movimento per dare aiuto concreto ad Enrico e a suo padre, che da anni gestiscono a titolo gratuito il centro. Di fronte ad un massacro crudele e vile, sfociano la rabbia e il dolore che prendono sopravvento. Quei minuscoli corpicini indifesi, schiacciati e distrutti, quelle vite spezzate dalla cattiveria dell’uomo, meritano e devono ottenere giustizia.

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