IMMIGRAZIONE INUTILE

Banda di italiani e albanesi derubava i casolari, arrestati

Operazione Carabinieri. Colpi compiuti tra Pescara e Chietii

Redazione
Foto ANSA

Auto dei Carabinieri

Agivano in zone rurali del Pescarese e del Chietino, quasi con cadenza giornaliera. Per alcuni di loro si trattava di centri dove risiedevano e, quindi, che conoscevano bene. Tre (un albanese e due italiani) sono dallo scorso 20 novembre agli arresti domiciliari; un quarto, romeno, è ricercato. Gli investigatori ritengono che si trovi all'estero. Una quinta persona, un commerciante di Montesilvano che rivendeva la merce che gli veniva consegnata attraverso i mercatini dell'usato, è stata denunciata per ricettazione. Gli ordini di custodia cautelare sono stati eseguiti dai Carabinieri della Compagnia di Pescara in un'operazione denominata "Gotland".

Le indagini erano partite a febbraio scorso. Il romeno latitante, un 29enne residente a Tollo, con segnalazioni per reati contro il patrimonio, era stato fermato in compagnia di un 48enne albanese residente a Pescara, anche lui gravato da segnalazioni analoghe. I Carabinieri avevano quindi iniziato a monitorare il mezzo tramite GPS per verificare i loro movimenti. I sospetti si erano rivelati fondati: la macchina monitorata, infatti, si muoveva in orari notturni nelle campagne dell'entroterra teatino e pescarese facendo soste prolungate vicino abitazioni rurali. La conferma è giunta con le denunce di furto di diversi abitanti della zona che collimavano con i percorsi e le soste tracciate dal sistema di monitoraggio.

Spregiudicata la banda. In un caso ha rubato nella proprietà di un'abitazione rurale per due notti di seguito. La prima volta, infatti, gli attrezzi agricoli sottratti erano stati nascosti in un casolare poco distante, con l'intenzione di recuperarli in un secondo momento ma la mattina successiva sono stati ritrovati dai Carabinieri che li hanno restituiti. La banda, tornata sul posto la sera seguente, non trovando la refurtiva ha fatto un nuovo furto nella stessa proprietà. Otto i colpi contestati al gruppo, commessi tra Tollo, Frisa, Arielli, in provincia di Chieti, Civitella Casanova e Scafa, in provincia di Pescara. 
 

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