LA MILANO DA NON BERE

Nella Milano di Sala le occupazioni sono la norma. E gli ispettori ALER prendono le botte

Fallimento del sindaco anche sul fronte della lotta alle occupazioni degli alloggi pubblici. I dipendenti dell'Azienda Lombarda dell'Edilizia Residenziale, al tentativo di impedire le occupazioni vengono aggrediti e presi a botte

Redazione
Nella Milano di Sala le occupazioni sono la normalità. Anche gli ispettori dell'ALER, picchiati, si arrendono

Foto cronaca

Rumori metallici, trapano, un tonfo. Poi un viavai interminabile lungo le scale. Succede sabato, poco prima delle 20 ma, ormai, negli alloggi ALER milanesi, è la normalità. Siamo in via Ricciarelli 24, caseggiato popolare in zona San Siro. Gli alloggi sono oltre 120, e i residenti regolari si sono arresi da tempo alle occupazioni abusive. È un continuo. Ogni sera la stessa storia: porte sfondate, martelli e trapani, lastre di sicurezza gettate via, incursioni in cortile passando dai cancelli, ovviamente sempre aperti e rotti. Sabato sera, all’ultimo piano della scala F, i soliti rumori sospetti, la solita musica.

Scatta l'allarme per l'ennesima invasione d’alloggio. Solita storia. Stavolta però, si va anche oltre. Arrivano i due ispettori dell’Azienda lombarda edilizia residenziale, un uomo e una donna, e le due ragazze rumene, nuove occupanti abusive, non ci pensano due volte ad aggredire, prima a parole, poi a schiaffi, i poveri dipendenti della municipalizzata, trovando anche manforte da oltre dieci persone, connazionali, accorse dagli altri piani per spalleggiare le due nuove inquiline.

Gli ispettori raccontano poi che, dopo gli insulti, i calci e gli schiaffi, sono passati anche alle minacce: "Guai a voi se vi rivediamo qui". Poi in via Ricciarelli sono arrivati i carabinieri, che hanno placato gli animi, e due ambulanze. Per gli ispettori tre giorni di prognosi per traumi da aggressione. L’unica maggiorenne, di 19 anni, senza fissa dimora, è stata denunciata per il reato di invasione di edificio pubblico. Accanto a lei, un’adolescente e due bambini. 

E le occupanti? Ovviamente si sono rifiutate di lasciare l’alloggio. Il giorno dopo, al piano terra, c’è ancora la lastra di zinco piegata e gettata a terra, al terzo piano della scala F, la porta è semiscardinata. Bussando alla porta, nessuna risposta. Nessuno apre. Dentro, luce accesa e rumori di passi. Mentre tutt’attorno, è impossibile scrollarsi di dosso gli sguardi e le "guardie" sono pronte a fermare chiunque tenti di salire le scale: "Chi cercate?".

Ormai gli abitanti regolari non ci fanno neanche più caso. Sono esasperati e nessuno vuol farsi fotografare per il timore di ritorsioni. Un cittadino mostra decine di mail inviate alle istituzioni: "Vogliamo più sicurezza. Questo quartiere è allo sbando". Dal sindaco Sala? Risposte non pervenute.

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