I piddini protestano contro se stessi

Corteo contro l'arrivo di clandestini a Spinetoli, in piazza persino il sindaco PD

Nel paese marchigiano la popolazione si mobilita contro l'apertura di un nuovo centro di accoglienza deciso dal ministero. Dietro striscioni come "No al business degli immigrati" anche il primo cittadino "dem"

Redazione
Corteo contro l'arrivo di clandestini a Spinetoli, in piazza persino il sindaco PD

Foto da internet generica

L’esasperazione per le follie dell’accoglienza è tale che persino i sindaci PD manifestano contro le politiche del loro governo. Succede che a Spinetoli (Ascoli Piceno) il primo cittadino Alessandro Luciani, esponente del Partito Democratico, sia sceso in piazza contro l’arrivo di decine di richiedenti asilo, in un Comune già prossimo alla soglia massima di presunti profughi da ospitare stabilita dal ministero.

Ma in Italia funziona così, le regole diventano carta straccia in un baleno e così al paese marchigiano il ministero degli Interni rifila un nuovo centro di accoglienza straordinaria con circa 40 immigrati, in aggiunta ai 20 già ospitati in altre strutture. Il sindaco PD ha cercato di opporsi, ha promosso una raccolta firme e fondato un comitato civico. Con effetti nulli. Dunque, come ultima ratio, domenica scorsa ha manifestato contro il proprio governo, accanto alla Lega e a centinaia di residenti indignati e dietro striscioni eloquenti come “No al business degli immigrati”.

Al corteo, riporta Libero, anche il renziano Emidio Mandozzi, ex vicepresidente della provincia di Ascoli. “L’Amministrazione è contraria a questa accoglienza di massa. Si tratterebbe di collocare 40 ragazzi, un numero enorme. Abbiamo ribadito di essere disposti ad ospitare il numero consentito dal Ministero – ha spiegato il sindaco - già ne abbiamo 20 su un massimo di 24, siamo inclini a prenderne anche altri dieci”.

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