Ministero della Giustizia sotto accusa

Crollo del ponte di Annone, a rischio l'inchiesta per le inefficienze del Governo

Il pm titolare del fascicolo sta per essere trasferito, ma il sostituto arriverà solo tra 5 mesi. Così il procedimento potrebbe impantanarsi. Il procuratore capo di Lecco ha chiesto di rinviare il trasferimento ma Roma ha rigettato la proposta. La Lega chiede chiarezza

Marco Dozio
Crollo del ponte di Annone, a rischio l'inchiesta per le inefficienze del Governo

Foto ANSA

Nella Lombardia locomotiva d’Europa, rapinata ogni anno di 56 miliardi dal governo centrale, crollano i ponti sulle superstrade uccidendo chi ha la sfortuna di passarci sotto. E dopo un anno non vengono ricostruiti. E addirittura, notizia recentissima, l’inchiesta per individuare i responsabili rischia una pericolosa battuta d’arresto per le inefficienze di uno Stato incapace di organizzare la giustizia.

La storia del cavalcavia di Annone, in Brianza, crollato il 28 ottobre 2016 lungo la superstrada 36 Milano-Lecco causando la morte di un insegnante di educazione fisica, Claudio Bertini, è il simbolo della malagestione della cosa pubblica che affligge questo Paese. Per la tragedia per ora sono indagati 3 funzionari, due della Provincia e uno dell’Anas, logico aspettarsi un decorso processuale rapido e una sentenza esemplare. E invece siamo alle sabbie mobili, al bizantinismo, alla sciatteria che conduce dritto all’ingiustizia.

Succede che il pm titolare del fascicolo, Nicola Preteroti, stia per essere trasferito da Lecco a Bergamo entro la fine del mese. Il procuratore capo Antonio Chiappani ha chiesto al ministero della Giustizia di rinviare il trasferimento, proprio per consentire la conclusione dell’inchiesta sul ponte. Eppure da Roma è giunto un clamoroso “No”. Il sostituto del magistrato arriverà soltanto ad aprile, così il procedimento potrebbe fermarsi per 5 lunghissimi mesi, considerato che la Procura di Lecco risulta in carenza d’organico.

Un inaccettabile guazzabuglio che pare figlio di negligenze e assurdità burocratiche. Il senatore lecchese della Lega, Paolo Arrigoni, ha chiesto immediate spiegazioni al Governo PD. “Ho presentato un’interrogazione parlamentare al ministro della Giustizia. La Procura di Lecco è sotto organico da tempo e oltre alla delicata inchiesta sul ponte crollato che ha causato una vittima, l’intera provincia è un territorio che registra infiltrazioni mafiose e anche di terrorismo islamico. Vogliamo sapere perché il Ministero ha rigettato la legittima, corretta e motivata richiesta del procuratore capo di posticipare lo spostamento fino all’arrivo del nuovo collega e come intenda risolvere questa situazione”.

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