il golpe renziano

La "schiforma" del Premier? Per far fuori i populisti...

La riforma della Costituzione riesce ad allontanare ancora di più i cittadini da ogni processo decisionale e si costituzionalizzano i vincoli “derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea”

Ennio Castiglioni
La "schiforma" del Premier? Per far fuori i populisti...

Il primo articolo della nostra Costituzione ci dice che la sovranità appartiene al popolo. Per la nostra cultura la democrazia è “il migliore dei sistemi possibili”. Viene spesso ricordato il celebre aforisma di Winston Churchill: “È stato detto che la democrazia è la peggior forma di governo, eccezion fatta per tutte quelle altre forme che si sono sperimentate finora”.

Il giornalista e scrittore, Massimo Fini, sostiene che “la democrazia rappresentativa sia un metodo per metterlo nel culo alla povera gente con il suo consenso”. Personalmente ritengo che la democrazia, come l’abbiamo idealizzata, non sia mai esistita. Si tratta di un sistema di potere gestito da oligarchie che filtrano, smussano, addomesticano, perfino conculcano la volontà popolare per continuare a vivere delle loro rendite di posizione.

Si dice che il referendum sia la maggiore espressione della volontà popolare. Infatti Governo e Parlamento se ne sono spesso altamente fregati. Dopo che, nel lontano novembre del 1987, l’80.20% degli elettori si era espresso a favore della responsabilità civile dei magistrati, il Parlamento l’ha sostituita con quella dello Stato. Nel 1993 il Ministero delle politiche agricole e forestali viene abrogato dal 70.20% dei votanti, tutto si risolve in un cambio di nome. Se non è una presa per il culo questa! Nel 1995, il 54.90% degli italiani vota per la privatizzazione della Rai, attraverso l’abrogazione della norma che la definisce “pubblica”. Infatti la Rai resta ed è pubblica. E la lista sarebbe ancora lunga.

Se “democrazia” significa, etimologicamente, “governo del popolo” appare fin troppo evidente come il Popolo non abbia mai governato. Qualcosa si sta muovendo. In peggio e in meglio.

La riforma della Costituzione riesce ad allontanare ancora di più i cittadini da ogni processo decisionale. A fronte di un contentino, si innalzano le firme necessarie per il famigerato referendum da 500 mila a 800 mila, quelle per un progetto di legge di iniziativa popolare salgono da 50 mila a 150 mila, dopo aver abolito il voto per le province (non le province!) si abolisce il voto per il Senato (non il Senato!) e si costituzionalizzano i vincoli “derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea”. Ascoltiamo i burocrati di Bruxelles e che la gente non rompa troppo le palle.

Dall’altra parte ci sono i populisti come Trump, Le Pen e Salvini. Il populismo avrebbe un terribile difetto, sarebbe un atteggiamento volto ad assecondare le aspettative del popolo, indipendentemente da ogni valutazione del loro contenuto, della loro opportunità. Già perché l’opportunità sta sempre dall’altra parte, da quella delle élite. “Ti fottiamo, ma lo facciamo per il tuo bene”. Un giorno lo capirai. Dall’altra parte c’è anche la Rete che bypassa giornali ammuffiti e preistoriche televisioni dando voce, anche in modo talvolta rozzo, al Popolo.

Ogni giorno leggiamo articoli che puntano il dito e ci elencano i danni che stanno provocando i populismi e la rete. Per me potrebbe invece e finalmente essere l’inizio di una vera democrazia. Paura?


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