Riso amaro: invasione di invasati

Caro Papa, ti scrivo. Populista mio malgrado...

Il direttore della Casa editrice cattolica Il Segno lancia un appello a Bergoglio. "Un populista oggi è un gran rompiballe, uno che non ama i compromessi, ma a cui sta a cuore la gente..."

Piero Mantero
Caro Papa, ti scrivo. Populista mio malgrado...

Caro Papa, io sono probabilmente una pecorella smarrita, un populista mio malgrado, ossia uno che da sempre sta con il popolo, sono stato un ragazzo di strada, ho vissuto le prime invasioni barbariche nella mia Genova, ho levato le tende ad un certo punto perché la politica, come oggi, di sinistra, non sapeva dare risposte e soprattutto non sapeva cosa fare.
La sinistra italiana è sempre stata brava a fare una cosa, quella si la sa fare bene, scaldare le poltrone. Ma dal dire al fare c’è di mezzo il mare, stavolta il Mediterraneo, il mare nostrum diventato vostrum, ossia degli stranieri che arrivano da lontano carichi di pretese, senza parte né arte, insomma gente da mantenere.

Ma lei Santo Padre ci insegna che l’ozio è il padre dei vizi! Questi ragazzotti vestiti alla moda e dotati di cellulari di nuova generazione occupano sovente il tempo libero, ne hanno da vendere, per delinquere. Anche rubare! Rubano persino a chi li ospita... Ma lei Santo Padre ci insegna che rubare è un peccato! Essi, teneri virgulti, hanno spesso gli ormoni impazziti. Che facciamo, gli forniamo le prostitute di stato? Così diminuiranno gli stupri?

Ma Santo Padre, lei c’insegna che fornicare è un peccato! Molti giovani uomini li vediamo passeggiare nelle strade mano nella mano spudoratamente... Personalmente non ho nulla contro gli omosessuali, non li ho mai disprezzati, ma ostentare le diversità diviene sterile provocazione o no?


Ma Santo Padre, lei c’insegna tramite la Bibbia, parola di Dio, del suo capo insomma, che Sodoma e Gomorra furono annientate dalla collera divina! Molti di questi ospiti stranieri professano una religione che da sempre ha perseguitato i cristiani e credono in un dio guerrafondaio, un certo Allah, un allah che vuol adesso star qua... (hanno persino la loro multinazionale Halal, il market made Allah). Tra l’altro, il loro fondatore, la storia ce lo presenta come un pazzo sanguinario omicida. Noi cristiani non saremo perfetti ma siamo figli di un fondatore che per noi è morto innocente in croce. Ha offerto la sua vita da uomo-Dio per tutti, anche per i suoi aguzzini!

Ma Santo Padre, lei attraverso la dottrina cattolica c’insegna che uno solo è il Dio vero, colui che sulla croce si è immolato, Gesù Cristo che, in vita non era tenero né con gli scribi e farisei e né con i falsi profeti. La sua misericordia giusta poggiava nella verità rivelata e suffragata da miracoli! Che integrazione dovremmo operare con chi ci detesta: cordialmente i pseudo moderati, con violenza i veri seguaci di Maometto. A lei caro Papa, spetta il compito di convertirli e poi accoglierli, perché conoscendo meglio di me il vangelo sa per certo che i lupi sbranerebbero le pecore; oggi solo i cristiani ignoranti che si cullano nell’illusione di integrare, di accogliere, di offrire spazi a genti che sono di fatto da sempre incompatibili commettono errori del genere. Forse anche per interesse? Anche Giuda per pochi denari lo fece: un tradimento di interesse... politico! Niente di nuovo sotto il sole. E son sempre le gocce che fanno traboccare i vasi...

Caro Papa Bergoglio, l’orgoglio e la superbia albergano nella Chiesa ricca che vuol essere dei poveri, scaricando oggi il problema migranti sui cittadini italiani, già vittime della farsa europea in materia di accoglienza. Lucifero cadde dal cielo o paradiso e diede vita al male nell’universo o sbaglio? Egli, angelo decaduto di prim’ordine, e qui siamo nel mistero più grande e assoluto di sempre, inaugurò il caos, il disordine, fu fautore di zizzania, divisore per eccellenza. Non le pare oggi che attraverso quest’invasione strana pilotata a livello organizzativo e speculativo ci sia puzza di bruciato? Il compianto e caro amico don Gabriele Amorth, esorcista a Roma, diceva che i mussulmani radicali erano usati dalle forze demoniache. Lei caro Papa, desidera un’invasione di questi invasati sul nostro territorio, per quale ragione? Li vuole liberare dalla schiavitù del maligno con la sua autorità petrina o dobbiamo farci contagiare tutti noi che santi già non siamo? Il virus delle false religioni lo combatte o lo gradisce? E nel nome di chi? Noi cattolici disorientati contiamo su di lei...

Ma Santo Padre, come la santa romana chiesa c’insegna ancora oggi tramite la sua persona, la sacra Scrittura continua ad affermare al di là dello spazio e del tempo: “non avrai altro Dio fuori di me”. Dunque, perché si preoccupa tanto di farci invadere da popoli prevalentemente adoratori di un dio che nel nome suo fa ammazzare poveri innocenti?
Forse una certa parte della Chiesa li tollera perché ancora nostalgica dei bei tempi andati, quando tra il 1796 e il 1870 per motivi diversi venivano fatte 527 esecuzioni capitali?! Grazie al buon senso il 12 febbraio 2001 la pena di morte veniva abolita dal Vaticano per volere di Giovanni Paolo II!


Potrei continuare con altre interrogazioni spirituali, ma il parlamento cattolico oggi sembra muto e annichilito. Non m’illudo possa leggere e rispondere a questa lettera aperta frutto di incontri con centinaia di persone che vivono la vita reale di tutti i giorni (non tra le mura protette del Vaticano), gente che gira senza scorte di polizia o guardie svizzere pronte ad offrire la loro vita pur di salvare la sua (ed è giusto sia così). Oggi per tanti esseri umani indifesi la sicurezza è un serio problema e l’attuale deportazione in massa di genti lontane non in guerra tra l’altro (lei caro Papa che crede tanto in Dio mi auguro non crederà a certe balle sui profughi che qualche solerte collaboratore le racconterà …), costituisce un rischio enorme. Una bomba sociale che potrebbe fare più danno di tanti attentati kamikaze.

Caro Papa è libero ovviamente di rispondere a chi vuole e del resto preferisce solitamente un peccatore patentato ad un cattolichetto scribacchino o casi più sociali e umani. Un populista oggi è un gran rompiballe e basta, lo capisco e me ne scuso anticipatamente. Io poi sono un populista del sì sì o no no, uno che non ama i compromessi, ma a cui sta a cuore la gente, i propri figli, i nostri anziani, i giovani senza lavoro, la cultura e la tradizione del suo paese.

La ringrazio e la saluto cordialmente e m’illudo in una sua risposta illuminata e scritta proprio su questo blog, considerato che lei è il Papa del dialogo e della comprensione.

P.S.: Se invece non le giungerà come lettera resterà comunque scolpita come preghiera laica, i cui diritti saranno liberi a favore delle menti assetate di giustizia.

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