Duro atto d'accusa contro l'Ue

Orbán: "Aiutare prima i cristiani e smistare i clandestini sulle isole africane"

Per il primo ministro ungherese l'Europa "deve governare il Mar Mediterraneo e le sue coste, realizzando direttamente in Libia i campi di identificazione"

Redazione
Orbán: "Aiutare prima i cristiani e smistare gli immigrati sulle isole del Nordafrica"

Viktor Orbán col premier bulgaro. Foto ANSA

Il premier ungherese Viktor Orbán, in occasione dell'inizio del nuovo anno parlamentare, ha invitato l'Unione Europea a controllare il Mediterraneo affondando le barche illegali e ad aiutare i cristiani prima dei musulmani. Per il primo ministro magiaro "la colpa dell'invasione in atto non è degli immigrati, ma di Bruxelles che ne è responsabile. Se si invitano in Europa i disperati di tutto il mondo, loro ci verranno. Noi - ha sottolineato Orbán - con il referendum del 2 ottobre cercheremo di mettere un freno alla politica delle porte aperte, e spero che l'eco del nostro esempio inneschi una reazione a catena in tutta Europa, in modo tale che il prossimo anno l'Ue possa venire governata da una leadership diversa da quella attuale".

Orbán ha accusato i vertici Ue di voler attuare una sostituzione etnica della popolazione europea: "Per loro si tratta di una strada a scorrimento veloce per distruggere la cristianità e le tradizioni dell'Europa, cambiando la base etnica dell'Unione stessa. Sanno che i musulmani non potranno mai votare per i partiti con radici cristiane, quindi attraverso l'inserimento di un enorme numero di masse musulmane vogliono spingere i partiti conservatori fuori dal potere per sempre. Noi - ha proseguito il premier ungherese - abbiamo proposto una strada diversa con il V4, al quale mi auguro aderisca presto anche l'Austria, per strappare il potere dalle mani delle élite e riconsegnarlo in quelle della gente attraverso il referendum".

Infine, Viktor Orbán ha chiesto all'Europa di "governare il Mar Mediterraneo e le sue coste, proprio come fecero gli antichi capi militari romani. Bisogna affondare tutte le navi vuote e non autorizzate, naturalmente salvando prima le persone a bordo, costruendo in Africa campi progettati per circa due o tre milioni di persone, da qualche parte in Libia" oppure "su un'isola o una costa del Nord Africa" dove portare tutti i clandestini presenti in Europa che da lì potrebbero presentare domanda di asilo, come succede già in Australia su due isole della Micronesia e di Papua Nuova Guinea.

In un'intervista rilasciata giovedì 22 settembre al sito Origo, Orbán ha ribadito la sua posizione: l'unica arma contro "l'insediamento obbligatorio di cittadini non ungheresi in Ungheria, anche senza il consenso del parlamento" è il referendum del 2 ottobre. "Decideremo la sorte delle generazioni future nel nostro Paese", ha detto il premier. "Non vorrei che cultura e religione in Ungheria cambiassero in conseguenza dell'immigrazione di massa", ha affermato, augurandosi inoltre una vittoria del candidato presidenziale americano Donald Trump, "capace di difendere la sovranità contro gli immigrati". Un compito che il premier ungherese ha assolto facendo erigere l'anno scorso una barriera lungo il confine meridionale con la Serbia, per respingere i clandestini in arrivo dai Balcani.

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