Terremoto, i fallimenti di Errani

Imprenditori vessati, il sindaco di Fontevivo: "Stanco di rappresentare lo Stato ladro"

Il primo cittadino Tommaso Fiazza (Lega) si schiera dalla parte di un'azienda finita in difficoltà perché attende ancora di essere pagata dalle istituzioni per i lavori svolti in seguito al sisma del 2012. Ora quella stessa impresa si trova multata per non aver pagato le tasse

Marco Dozio
Imprenditori vessati, il sindaco di Fontevivo: "Stanco di rappresentato lo Stato ladro"

Lo Stato non paga un'azienda, questa finisce in difficoltà e lo Stato stesso la multa per non essere riuscita a pagare le tasse. Disgrazie e follie italiche. “Sono stanco di rappresentare uno Stato ladro!”, così Tommaso Fiazza, sindaco leghista di Fontevivo (Parma), ha sintetizzato su Facebook l’ennesima vicenda che vede le imprese oneste soccombere davanti all’arroganza e all’ottusità dello Stato italiano, inteso come insieme di istituzioni.

Succede che il primo cittadino, nei giorni scorsi, abbia ricevuto la visita di un imprenditore che ha lavorato per lo Stato durante l’emergenza del terremoto in Emilia. Quella gestita da Vasco Errani. A distanza di 4 anni l’imprenditore non è ancora stato pagato per centinaia di migliaia di euro. Una cifra enorme per un’azienda medio-piccola. Che proprio a causa di queste mancate entrate è finita in difficoltà, dovendo decidere tra il 2013 e il 2014 se pagare le tasse o i dipendenti. Ha scelto la seconda opzione, quella del buonsenso.

“In seguito l’imprenditore è riuscito a risollevarsi ed è venuto da me per dirmi che intende pagare le tasse per il periodo (2013-2014) in cui non era riuscito a farlo. Ovviamente intende pagare anche gli interessi maturati”. Ma ecco la beffa. “Peccato che oltre a tutto questo debba sborsare un ulteriore 30% della cifra non pagata”. Una situazione paradossale, spiega Fiazza: “Abbiamo uno Stato che taglia le gambe, con multe esorbitanti, alle imprese che stanno cercando di riprendersi dopo anni di disperazione (in questo caso causata dallo stesso Stato che non ha ancora pagato quanto dovuto)”.

Trattandosi di Imu, il sindaco ha le mani legate ed è costretto a indossare i panni dell’esattore: “Non posso fare altre che dilazionare il pagamento. La verità è che noi sindaci ci troviamo a fare gli esattori di uno Stato ladro”. E inefficiente anche sul fronte della giustizia: “Questa azienda è in causa per ottenere quanto gli spetta. Ma in quasi due anni non sono arrivati nemmeno alla sentenza di primo grado”.

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