"Bomba a orologeria"

"Profughi" a Gallarate, 4 rivolte in un giorno. Sindaco della Lega: "Trasferiteli nei comuni PD"

Scontri a sfondo etnico tra nigeriani e gambiani, residenti preoccupati. Andrea Cassani: "Situazione al limite. In provincia di Varese ci sono sindaci di sinistra che sicuramente saranno lieti di accogliere queste risorse boldriniane"

Marco Dozio
"Profughi" a Gallarate, 4 rivolte in un giorno. Sindaco della Lega: "Trasferiteli nei comuni PD"

Disordine, sporcizia, violenza e tanto per gradire dinamiche da guerra etnica. Il centro profughi di via Ranchet a Gallarate (Varese) è una “bomba a orologeria”, secondo la definizione del sindaco della Lega Andrea Cassani. Una polveriera dove sono scoppiate 4 rivolte in una sola giornata: di notte, nel primo mattino, all’ora di pranzo e nel primo pomeriggio, con l’intervento in forze e a più riprese  della polizia.

Sprangate tra presunti profughi, risse mastodontiche, pietre che finiscono sulla strada, urla e un ricovero in ospedale: battaglia tra due fazioni secondo un principio etnico o nazionale, nigeriani contro gambiani. È successo che i delinquenti abbiano cacciato gli operatori e “occupato” la struttura barricandosi all’interno, motivando il tutto con la pretesa di ottenere il permesso di soggiorno lungo o lo status di rifugiato. Magari il solerte sistema italiano potrebbe persino concedere loro quanto gentilmente richiesto, del resto si tratta solo di persone che assaltano il prossimo, generano allarme sociale e a sentire le rimostranze dei residenti non rispettano le norme di civiltà quanto a rifiuti e decoro urbano.

A Gallarate alloggiano in un capannone riconvertito a centro di accoglienza gestito dalla Kb srl, il cui titolare ha ammesso qualche mese fa al Corriere di “fare affari con il business dell’immigrazione”, grazie al quale la sua azienda ha registrato un utile di “2 milioni e 340.000 euro”, dopo aver investito nell’acquisto di immobili da destinare alla remunerativa attività solidale.

“Quanto successo testimonia l’incapacità della Kb srl di gestire gli immigrati, eppure la Prefettura di Varese, quindi il Ministero dell’Interno, insiste nell’affidargli presunti profughi: nella sola provincia di Varese ne gestiscono 700”, spiega al Populista il sindaco Cassani, il quale ha ricordato ancora una volta al prefetto che “la situazione è al limite. I residenti protestano, i richiedenti asilo tra le altre cose gettano rifiuti per strada e non rispettano gli orari di rientro, nessuno li controlla. Quel capannone è una bomba a orologeria: ho chiesto al prefetto di trasferire questi immigrati altrove, spero se ne vadano al più presto da Gallarate. In provincia di Varese ci sono sindaci del PD, molti dei quali impegnati a impartire lezioni agli amministratori della Lega, che sicuramente saranno lieti di accogliere queste risorse boldriniane”. 

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