Internet, yes problem

L'abuso dei social cagiona gravi distorsioni nella personalità

Il web ha sovvertito canoni etici e professionali rivoluzionando così il nostro "modus vivendi", e mutato negativamente il comportamento di taluni net-surfer

Stefania Genovese
A quasi vent'anni dalla nascita delle mutiedriche potenzialità virtuali, l'abuso dei social, cagiona gravi distorsioni nella personalità

La psicologa relazionale Patricia Wallace ha da poco dato alle stampe la riedizione del suo libro La psicologia di Internet (Cortina Editore), un nuovo e più esaustivo ritratto della psicologia on-line; una nuova visione del mondo permutata dai social-network e certamente debitrice di un ambiente completamente nuovo. Spaziando dal dating, all'altruismo fino ad una socializzazione anonima e priva di un feedback immediato, di un contatto fisico, e di una latente incertezza, Internet è indiscutibilmente divenuto un innovativo e futuribile strumento di sviluppo e progresso per la connessione interattiva.

Luci ed ombre di una nuova conquista dell'umanità? Sì, perché come osserva la Wallace, la persona che agisce su Internet ha per così dire una personalità costruita e sublimata, adattata alle caratteristiche intrinseche della rete, e a volte a tal punto deformata da diventare una "maschera" effimera di se stessa, alternante un ego distorto ma onnipotente, a volte disinibito e disponibile a raccontarsi e divulgare informazioni personali, o impaziente nel ricevere plausi e conferme del tutto prive di filtro raziocinante. I social dunque si trasformano in palcoscenici attivi che incrementano gli exploit di un grande numero di narcisisti, affamati di amici compiacenti e di "like" autoreferenziali, impegnati in illogici monologhi esistenziali.

Nel contempo come ha evidenziato l'autrice si creano polarizzazioni di gruppo, mentre la comunicazione virtuale scevra e non più veicolata dai gesti, dai toni di voce e dalle espressioni fisiche del viso, può sfociare in manifestazioni di brusca aggressività verbale ed invettiva. Di conseguenza talune modalità relazionali possono essere spesso fraintese e dare origine a fraintendimenti eclatanti. Ma l'eccessiva possibilità di una perpetua connessione tramite i vari dispositivi massmediatici produrrebbe nuove dipendenze, i cui prerequisiti positivi, come la ricerca di nuove amicizie, o lavoro, la possibilità di consultare dati ed informazioni velocemente, diverrebbe problematica e fautrice di effetti collaterali, (come la nascita, ad esempio, di una sorta di isolazionismo coatto, lontano dalle reali priorità quotidiane che verrebbero obliate o posposte nel tempo).

Ricerche condotte in alcune Università tedesche avrebbero delineato una continua espansione dei soggetti con forti tratti narcisistici, che negli ultimi anni hanno trovato proprio nei social media una cassa di risonanza perfetta per il proprio ego; persone prive di empatia ed intolleranti alle critiche. Il risultato del loro lavoro pubblicato sulla rivista Journal of Personality avrebbe inoltre sottolineato che, i contenuti consultati su Internet da una persona indicherebbero alcune caratteristiche psicologiche e persino delle possibili cadute in stadi depressivi. In conclusione l'utilizzo di Internet in un certo modo specifico, come ad esempio la condivisione di alcuni file, l'intenso scambio di mail, la tendenza a passare velocemente da un sito all'altro, l'intensa frequentazione di una chat, potrebbe essere un sintomo di depressione e di anedonia (diminuita capacità di sperimentare emozioni), ed ancor di più manifesterebbe una relativa mancanza di relazioni personali dirette a vantaggio di quelle potenziali.

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