Nessuno sbarca sull'isola

Malta non vuole immigrati. Ma ora gestisce l'immigrazione Ue

Il governo maltese guiderà il semestre europeo con un programma incentrato sulla questione "migranti". Peccato che il piccolo Stato abbia scaricato ogni incombenza sull'Italia. I barconi guarda caso approdano sempre altrove

Marco Dozio
Malta non vuole immigrati. Ma ora gestisce l'immigrazione Ue

Il premier maltese Jospeph Muscat con Juncker. Foto ANSA

La Malta che non vuole gli immigrati, che non recupera barconi nemmeno quando transitano nelle acque di competenza, che pratica una politica opposta rispetto all’accoglienza indiscriminata targata Pd, la Malta dove stranamente non sbarca quasi nessuno nonostante si trovi sulla rotta degli scafisti, ora gestirà il dossier immigrazione dell’Unione europea.

Dal 1 gennaio al 30 giugno La Valletta assumerà la guida del semestre europeo e ha dichiarato che al primo punto dell’agenda c’è appunto il tema immigrazione. Con la solita lista dei buoni propositi sempre annunciati e mai attuati, come la revisione del regolamento di Dublino che obbliga il Paese di approdo a farsi carico dei “richiedenti asilo” oppure la pantomima sulla redistribuzione dei “migranti” tra tutti gli Stati Ue. Questione quest’ultima, spacciata dalla sinistra come risolutiva, che continua a rivelarsi un fallimento totale: i dati aggiornati al 19 dicembre parlano di 9.356 su 106mila richiedenti asilo arrivati soprattutto in Italia e in misura minore in Grecia. “Lotta all'immigrazione irregolare, con l'attuazione delle politiche di contrasto al traffico di esseri umani e quella dei ritorni e rimpatri”, annuncia con risolutezza il governo maltese.

Lo stesso che in questi anni ha scaricato ogni incombenza sull’Italia. “C'è stata una matura decisione dell'Italia di occuparsi di tutti gli sbarchi”, spiegava nel settembre dello scorso anno il ministro degli Interni dell’isola, Carmelo Abela, parlando alla stampa locale di un “accordo informale” con il nostro governo circa il recupero dei barconi di immigrati. Eppure Malta è al centro del Mediterraneo, sulla rotta tra Libia e Italia. Potrebbe essere l’approdo naturale di ogni clandestino che cerca di raggiungere via mare il territorio europeo. Il più vicino dopo Lampedusa e Pantelleria. Ma nessuno ci vuole andare. Perché da lì non si scappa. Gli immigrati vengono rinchiusi in centri di identificazione simili a carceri. Senza la possibilità di uscire, bighellonare, mendicare, delinquere.

Alcuni retroscena parlano di un patto segreto tra Italia e Malta. Il governo Renzi si sarebbe impegnato a portarsi a casa tutti i migranti che transitano da quelle parti, anche in zone di competenza maltesi. La contropartita sarebbe il via libera alle trivellazioni petrolifere nelle acque di Malta. Petrolio in cambio di immigrati.

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