il tira e molla continua

Opa Mediaset, da Vivendi ramoscello d'ulivo

Il CEO ha ribadito che il gruppo è disponibile a "fornire tutti i chiarimenti" ed ha aggiunto di "rimanere positivo sulla possibilità di costruire un gruppo di media paneuropeo"

Redazione
Opa Mediaset, da Vivendi ramoscello d'ulivo

Foto ANSA

Vivendi ha sempre voluto un accordo con Mediaset, lo vuole ancora "ed adesso che siamo i secondi azionisti ci sono ancora più ragioni per cui dovremmo trovarlo". Il Ceo del colosso delle telecomunicazioni francese Arnaud De Puyfontaine rilancia il ramoscello d'ulivo. Un'offerta di trattativa ribadita più volte, a parole, ma gia' respinta da Mediaset che ha giudicato ostile, nei fatti, la scalata dei francesi di Vincent Bolloré. Venerdì il cda di Finivest si è riunito per fare il punto sulle partite aperte, tra cui ovviamente Mediaset. La battaglia ha riflessi su Telecom Italia, stella venerdì a Piazza affari (+4,45%). Il titolo ha da giorni appeal speculativo, in scia alla scalata Vivendi, su primo azionista con il 24,2%.


Secondo ipotesi di stampa, il governo starebbe considerando un ingresso nel capitale Telecom, per bloccare una ipotetica cessione della quota in mano ai francesi a Orange. Cassa Depositi e Prestiti reagisce a questo scenario con un 'no comment'. Consob ha comunque acceso un faro, avviando i consueti accertamenti sull'operatività sul titolo. E sempre in Consob venerdì è stato sentito De Puyfontaine, dopo che era stato ascoltato il Cfo di Mediaset, Marco Giordani, andato anche in rappresentanza di Fininvest. Il Ceo francese ha rimarcato, all'uscita, che le azioni di Vivendi che sono "ispirate alla massima trasparenza e al pieno rispetto della normativa".


Ha ribadito che il gruppo è disponibile a "fornire tutti i chiarimenti". Infine ha aggiunto di "rimanere positivo sulla possibilità" di costruire" un gruppo di media paneuropeo" che "sarebbe una grande notizia per ogni italiano e per ogni francese". Per l'amministratore delegato, Vivendi "ha cominciato a costruire un forte legame con queste meravigliose aziende italiane perché ci sentiamo francesi e anche italiani. Abbiamo una storia in comune, un Dna in comune, una cultura condivisa neolatina". Ma se in una mano c'è il ramoscello d'ulivo, nell'altra c'è sempre l'Opa, ora ad un soffio.


A una domanda sulla possibilità di lanciarla sul capitale di Mediaset De Puyfontaine è stato sibillino: "Abbiamo comunicato la quota: non ho commenti da fare su questo argomento". Di fatto uno stallo, con le parti che si studiano dalle barricate. Il titolo a Piazza Affari sente l'impasse, e chiude a (+0,25%) con circa il 2,37% dei volumi scambiati. Entrambi i contendenti aumentando ora la loro quota nella società incorrerebbero in un obbligo di Opa. In campo ci sono anche Procura, Agcom e Consob, ma i tempi delle istruttorie potrebbero non essere quelli dei mercati.


E anche un accordo tra i due contendenti, o con terzi, espone al rischio di concerto, quindi di Opa obbligatoria. Intanto per Mediaset una buona notizia: il Tar del Lazio ha accolto i ricorsi presentati dal Biscione - oltre che Premium, Lega Calcio, Sky e Infront - e ha annullato la multa da 51 milioni che l'Antitrust aveva inflitto a Cologno Monzese per la gara per i diritti tv della serie A per il triennio 2015-2018.

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