TERRORISTA GIUNTO IN BARCONE

Attaguile: "I fatti di Berlino confermano quel che Salvini sostiene da anni"

Il terrorista tunisino è stato quattro anni in carcere tra Palermo e Sicilia. Su di lui pendeva un provvedimento di espulsione eppure girava liberamente e ha potuto spezzare vite innocenti

Fabio Cantarella
Attaguile: "i fatti di Berlino confermano quel che Salvini sostiene da anni"

Salvini e Attaguile a Palermo

“L’attentato di Berlino è la riprova del fatto che i terroristi arrivano anche coibarconi a dispetto di quel che ha sempre sostenuto il duo dell’invasione Renzi&Alfano”. A tracciare un bilancio sul tragico attentato di Berlino è il deputato nazionale Angelo Attaguile, segretario della Commissione nazionale Antimafia, che, preoccupato, aggiunge:”E chissà quanti terroristi saranno entrati via mare in tutti questi anni! Chi ha governato l’Italia e l’Europa sino ad oggi –aggiunge Angelo Attaguile- ha preferito alimentare un’immensa speculazione economica, travestita da solidarietà, attorno al traffico di migranti senza curarsi delle conseguenze devastanti derivanti dall’immissione nei nostri territori di centinaia di migliaia di clandestini dei quali, nella maggior parte dei casi, si sconoscono anche i dati anagrafici. I fatti di Berlino continuano a dare ragione ai timori manifestati da anni dal nostro leader Matteo Salvini”.


Angelo Attaguile si sofferma anche sul terrorista tunisino ucciso da un coraggioso agente siciliano:
“aveva a suo carico un provvedimento di espulsione e se ne andava in giro tranquillamente ad organizzare e fare attentati. Il sistema antiterrorismo messo in atto dall’UE e dalla stessa Italia è una vera e propria barzelletta. A mala pena siamo in grado d’intervenire solo dopo che gli attentati si sono verificati e –aggiunge Angelo Attaguile- il ministro dell’Interno trova anche il coraggio d’esultare per l’uccisione del tunisino: ma chi ci pensa, ancora una volta, alle tante vite spezzate e a chi ne piange la perdita? Il terrorista tunisino entrava ed usciva dall’Italia senza alcuna difficoltà, viaggiava anche in treno. Ha trascorso cinque anni in Italia quasi tutti in carcere tra Catania e Palermo dove si sospetta si sia addirittura radicalizzato. Ha dato fuoco ad un centro di accoglienza per minori a Belpasso dove era ospitato utilizzando una falsa identità. Nel suo paese avevano spiccato un mandato di cattura, ma non lo volevano indietro così è rimasto in Italia. Praticamente accogliamo i delinquenti di tutto il mondo. Il governo venga in Aula e ci spieghi com’è stato possibile tutto ciò!”.

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