l'inghilterra e i dischi volanti

Churchill? Temeva gli UFO: "Non ditelo alla gente, la fede crollerebbe"

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Alfredo Lissoni

Alfredo Lissoni

Alfredo Lissoni è insegnante di religione e scrittore, socio del Centro Ufologico Nazionale, si occupa da molti anni di ufologia; milanese, già collaboratore del Nuovo Giornale di Bergamo, ha al suo attivo diverse collaborazioni per le principali riviste del settore: Notiziario UFO, Dossier Alieni, Giornale dei misteri, X-files, UFO dossier X, UFO Notiziario del CUN, Oltre la conoscenza, Oltre l'ignoto. Autore di programmi radiotelevisivi e consulente esterno per trasmissioni Mediaset, spesso in TV, ha realizzato diverse opere multimediali per Peruzzo; autore dell'enciclopedia Misteri e verità, ha altresì gestito un videotel ufologico ed è autore di 24 libri sugli UFO.

Churchill? Temeva gli UFO: "Non ditelo alla gente, la fede crollerebbe"

Winston Churchill aveva il chiodo fisso degli UFO, ne era terrorizzato. Lo dimostra una minuta scoperta dagli ufologi, una lettera del 28 luglio 1952 al segretario di Stato Lord Cherwell, in cui chiedeva di scoprire al più presto cosa fossero: "Cosa c'è di concreto in tutta questa storia sui dischi volanti? Cosa significa? Qual è la verità? Fatemi avere un rapporto a vostro comodo". Gli fu risposto che erano solo fenomeni astronomici ed abbagli.


Non sappiamo se Churchill abbia creduto a questa versione di comodo, perché già nel 1940, durante un viaggio segreto negli Stati Uniti per ideare una strategia di azione comune contro Hitler, con il generale Eisenhower (poi presidente USA), ebbe a dirgli: "Ike, abbiamo un problema. Due miei ufficiali della Royal Air Force dicono di avere visto un foo-fighter" (letteralmente, "combattente di fuoco", che era il nome che i piloti angloamericani davano agli UFO che già allora si vedevano in piena Guerra Mondiale, e che erano interpretati come armi segrete naziste o nipponiche). "Un foo-fighter?", rispose Eisenhower. "Esatto".


Che i due non credessero alla natura terrestre del fenomeno, già allora (e del resto, già in quell'epoca circolava molta letteratura sui "marziani", specie negli States) è dimostrato dal resto della conversazione. "Fosse stato un razzo non avrebbe avuto una velocità variabile", disse l'inglese. Che poi comandò ai suoi collaboratori - come prova un file reso noto il 5 agosto 2010 dall'Archivio Nazionale inglese che custodisce 5mila pagine secretate di denunce, lettere e segnalazioni di avvistamenti UFO locali - che l'episodio rimanesse "segreto per i prossimi cinquant'anni; in questo momento potrebbe spaventare le mass e far perdere loro fiducia nella Chiesa. Sarà un Primo Ministro diverso da me a doversene occupare".


L'incredibile conversazione fu in seguito confermata dal figlio della guardia del corpo del Primo Ministro, uno scienziato che "fu messo a parte della confidenza nel 1973". "Mio padre stava morendo", raccontò; "mi disse che voleva liberarsi di questo peso, giurandomi che agli UFO Churchill credeva davvero..."


Esclusivo: la lettera di Churchill

Il Giorno 3 maggio 1989


L'Eco di Bergamo 5 maggio 1989



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